Todeschini: «Pronto a restare nel Pavia»
PAVIA.Quella di domenica con la Pro Sesto potrebbe non essere l'ultima gara al Fortunati con la maglia del Pavia per Stefano Todeschini. Il jolly, che è il veterano della squadra militando da cinque anni nel club di via Alzaia, è in scadenza di contratto. Il giocatore 25enne, che peraltro convive in città con una ragazza pavese, non esclude però la possibilità di rinnovarlo. Anche in C2. «La categoria di per sé non è un problema - spiega - Non ho ancora incontrato la società, non so che intenzioni abbiano con me e neppure io ho deciso cosa fare. Però non avrei difficoltà a discutere della mia eventuale permanenza a Pavia. Se mi proponessero di rimanere, e ci fossero le condizioni, potrei accettare. Sono molto legato a questa società, che merita di tornare il prima possibile in C1 e nella quale mi sono sempre trovato bene. Condividendo gioie e dolori». Todeschini con gli azzurri ha infatti vinto il campionato di C2, è approdato per due anni di fila ai play off di C1 ma è anche retrocesso due volte (la prima poi cancellata a tavolino dal ripescaggio). «Nel corso di queste stagioni ne sono successe di tutti i colori. L'epilogo di questo campionato però mi ha lasciato l'amaro in bocca. Abbiamo avuto difficoltà in tutta l'annata ma c'era sempre la speranza di riuscire prima o poi a tirarsi fuori. Invece la situazione col passare delle giornate si è complicata e la mazzata forse definitiva è arrivata a Pizzighettone, dove avremmo anche potuto accontentarci del pareggio ed invece abbiamo perso 3-0. La retrocessione matematica è arrivata a Pisa ma in realtà la salvezza ce l'eravamo giocata in precedenza». Nel corso della sua permanenza a Pavia Todeschini è maturato e quest'anno ha anche cambiato ruolo, disputando l'andata da esterno difensivo e quasi tutto il ritorno da mediano. «E' stata una bella esperienza, che mi farebbe piacere proseguire - conclude - Ho accolto con entusiasmo l'idea di giocare in mezzo al campo e mi sono trovato bene, anche se devo ancora perfezionare alcune cose. Cambiare posizione dopo tanto tempo è stato stimolante».
Michele Lanati