Fallisce l'assalto alla Tecnoforge


ARENA PO. «Adesso basta, non si può continuare in questo modo. E' il quarto episodio, fra furti riusciti e altri tentati, di cui siamo vittima negli ultimi mesi. La mancanza di sicurezza è diventata un'emergenza, in gioco c'è la credibilità e l'affidabilità del mio gruppo industriale». Cosi si sfoga Salvatore Ruggeri, presidente di Valvitalia, dopo il fallito assalto allo stabilimento Tecnoforge di Arena Po.
La gang aveva messo gli occhi sui cento quintali di tubi d'acciaio stipati in un capannone, materia pregiata il cui valore sul mercato è stimabile sui 70-80 mila euro. Dopo essere penetrati nell'area dello stabilimento di viale Stazione, i ladri - si trattava evidentemente di più di un individuo, una banda ben organizzata - hanno forzato la porta di un capannone, prelevando un camion; quindi si sono diretti verso un altro magazzino, ne hanno abbattuto il pesante portone con un muletto, sono usciti con altri due mezzi e hanno iniziato a caricare i tubi d'acciaio. Ma qualcosa li ha disturbati: forse hanno avvertito il rumore dell'auto della vigilanza (affidata all'istituto «Il Fante») che si avvicinava per la ronda di mezzanotte, e hanno deciso che era più saggio mollare la presa e darsi alla fuga. La guardia privata, al suo arrivo, ha subito notato il camion fermo con le portiere spalancate e le luci accese, accanto i due muletti, e ha avvertito il direttore dello stabilimento, Stefano Saroni, insieme al quale ha effettuato un giro di perlustrazione. Nessuna traccia dei malviventi.
Il giorno dopo, restano i danni e, soprattutto, l'amarezza. «Lo stabilimento si estende su un'area di 45mila metri quadrati - spiega Marika Gentile, responsabile marketing e pubbliche relazioni di Valvitalia - sono state installate numerose telecamere, è stata attivata la vigilanza notturna, ma è impensabile tenere tutto sotto controllo, 24 ore su 24». La Tecnoforge di Arena era già stata vittima di un'intrusione indesiderata un mese fa, il raid quella volta si era limitato alla palazzina uffici, ma è possibile che si tratasse di un blitz studiato per saggiare il terreno. Poi c'è stato il tentativo di furto a Castelsangiovanni, quello riuscito a Voghera di un camion carico di materiale. Tanto da far perdere la pazienza a Ruggeri: «Ho interpellato il questore, i carabinieri - precisa l'industriale vogherese - Questo stillicidio ci toglie l'entusiasmo, la voglia di fare». «Il danno causato da un furto di acciaio - rincara la dose Marika Gentile - non si limita al valore del materiale. Rischia di sconvolgere anche l'attività aziendale, facendo slittare persino di un anno i tempi di consegna, con gravissimi danni di immagine».

Roberto Lodigiani