Alla Clerici lezione di legalità

PAVIA.Ore 10, Fondazione Luigi Clerici. In classe non si parla di matematica o inglese, ma di legalità. Docente è un uomo in divisa: il tenente Pietro Ronci, Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri. Allievi i giovani dei corsi di formazione professionale.
Una lezione speciale, che aiuta a scoprire quanto poco si sa del nostro vivere civile. La Carta Costituzionale? Qualcosa di lontano; eppure li sono impresse le nostre libertà e i nostri diritti. Regole che, se conosciute, aiutano a stare meglio nella società, ma anche in classe. «Che cos'è una legge?». E' stata questa la prima domanda che il tenente Ronci ha posto agli allievi. Un punto di partenza che ha permesso di avviare un dialogo su alcune regole di convivenza. Si sta male in classe - o meglio, la classe non funziona - quando si sa che qualcuno al suo interno si diverte a rubare ai compagni. «Le leggi vanno rispettate se vogliamo una società che funzioni - ha detto il tenente- e se le infrangete non potete difendervi dicendo che non le conoscevate». Passano i minuti e il discorso si sposta sulla Costituzione. Pochi la conoscono, ancora meno quelli che sanno raccontarne i contenuti. «Succede sempre nelle scuole in cui vado a parlare - spiega Ronci -. I giovani non conoscono la nostra legge fondamentale. Ma come fanno, io mi chiedo, a difendere le loro libertà se non le conoscono?». Si rivolge agli studenti e li ammonisce: «O prendete coscienza dei vostri diritti, o non potete rivendicarli. Sta a voi decidere se volete essere buoni cittadini. Deve essere un vostro desiderio». Tra i ragazzi, allora, si solleva qualche voce. «La legge non è uguale per tutti»; «Ricchi e poveri non sono trattati allo stesso modo«, «Gli extracomunitari hanno più vantaggi di noi», «Anche i carabinieri infrangono le leggi». E' a questo punto che il tenente Ronci si ricollega alla cronaca più recente: i fatti di Catania. «Un carabiniere non va allo stadio per guardare la partita, ma per permettere a voi di guardarla. Io sono certo che chi ha ucciso a Catania la Costituzione non l'ha mai letta e non sa che fortuna ha di vivere in uno stato democratico come è l'Italia». Finisce l'ora e i ragazzi corrono a fare l'intervallo. Si chiude cosi uno dei numerosi interventi che la Compagnia di Pavia dei Carabinieri svolge nelle scuole medie inferiori e superiori pavesi. Una ventina in tutto gli incontri programmati che vengono condotti dal capitano Claudio Arneodo e dal tenente Pietro Ronci, spesso accompagnati dal comandante della stazione, nell'ambito di una campagna sulla legalità. «Si tratta di una iniziativa di prevenzione - spiega Arneodo - che va avanti da diversi anni in cui si trattano problematiche giovanili, come il bullismo, l'uso e l'abuso di alcol o di sostanze stupefacenti, i vandalismi, le regole stradali. In questi incontri lasciamo spazio ai giovani, ma diamo anche flash sul ruolo dei carabinieri per aiutarli a considerare i carabinieri non tanto come castigatori, ma invece come un punto di riferimento istituzionale».
Raffaella Costa