Prima i tre figli, poi il matrimonio

La leggenda vuole che le vite di Veronica e Silvio s'incrociarono la prima volta nell'angusto spazio di un camerino del Teatro Manzoni di Milano, alla fine di una delle tante serate in cui lei - al secolo Miriam Bartolini - recitava in tutto lo splendore della nudità 'Il magnifico cornuto' di Fernand Crommelynck, con la compagnia di Enrico Maria Salerno. La storia inizia nell'80 nel segno della clandestinità, perchè lui è ancora unito in matrimonio con Carla Dall'Oglio, dalla quale ha avuto due figli, Marina e Piersilvio.
Si sposano solo nel dicembre del 1990, quando hanno già tre figli, di cui la prima, Barbara, nata nel 1984 dal rapporto ancora segreto e consumato in quello stesso Palazzo Rovati, sede della Fininvest, dove dieci anni più tardi si terrà il ricevimento del matrimonio.
Nozze celebrate quasi in segreto, nel segno di quella riservatezza che ha sempre contraddistinto la vita di Veronica. Il 26 gennaio del 1994 Berlusconi annuncia la sua «discesa in campo» e lei, fiera, in un'intervista a Paris Match dichiara di trovarlo «irresistibile. Nessuna parola - aggiunge - lo descriverebbe meglio». E' ancora tempo in cui si dice «fiera» tanto che quando il marito diventa, nel marzo dello stesso anno, presidente del Consiglio la si vede, elegante e impettita a giugno per la visita di Bill e Hillary Clinton a Roma e, qualche giorno dopo, a braccetto con il marito a Napoli.
Ad ottobre di quell'anno affronta il primo degli interventi pubblici che, con una certa escalation, segneranno gli anni successivi, sempre nel nome della difesa dei principi della famiglia e del ruolo, che sente probabilmente proprio, di madre e di donna. E' l'ottobre del 1994 quando, dopo la sollecitazione di una giornalista della Radio Vaticana, viene bloccato da Rete4 'Hollywood: la valle delle bambole', una soap poco adatta ad un pubblico familiare. Nel 1996 scrive un articolo per 'Reset', 'Lettera di una madre che ha letto Popper', in cui critica la violenza in tv.
Perse le elezioni nel 1996, si parla per la prima volta della questioni familiari legate all'eredità di Silvio, da dividere tra i figli nati dai due matrimoni, e si fa l'ipotesi della vendita di Mediaset a Murdoch. Lo convincono a non farlo Marina e Piersilvio, i figli che hanno ancora oggi un ruolo di primo piano nell'impero finanziario del padre. Quello dell'eredità di Berlusconi è un problema di cui i giornali tornano a parlare anche alla vigilia delle elezioni del 2006, quando sembra prospettarsi l'ipotesi che si spogli delle tv per donarle ai figli. Lo scenario della suddivisione dei beni è reso complesso dal peso e dal lavoro di Marina e Piersilvio nelle aziende di famiglia, una questione che rimane aperta e sullo sfondo anche nelle riorganizzazioni del gruppo negli anni successivi, e dopo il ricollocamento di titoli Mediaset del 2005, che ha visto la Fininvest scendere al 33,3%.
Dopo la vittoria alle elezioni del 2001 Veronica è quasi invisibile, e lo stesso premier scherza parlando di problemi familiari. Anzi nell'ottobre del 2002 fa suoi i pettegolezzi che parlano di una passione tra la moglie e il filosofo Massimo Cacciari: ne parla in un incontro con il premier danese Anders Fogh Rasmussen. Nel 2003 nuovo intervento pubblico di Veronica che affida alle pagine di Micromega una riflessione sul movimento pacifista che a suo avviso «risveglia le coscienze». Poi, mentre infuria la polemica sul 25 aprile, scrive a Dante Cruicchi, presidente del Comitato regionale per le onoranze ai caduti di Marzabotto. La sua vita è tutta dedicata ai figli, con Eleonora che ha compiuto 18 anni e quel compleanno, nel 2004, è l'unica occasione in cui tutta la famiglia si fa vedere insieme a Palazzo Chigi. Esce la sua biografia autorizzata, un lungo colloquio con Maria Latella, 'Tendenza Veronica', in cui parla della solitudine di una donna che non ha condiviso la scelta del marito di entrare in politica.
Prende le distanze pubblicamente dal marito quando, nel giugno del 2005, dichiara di aver votato quattro si per abrogare una legge sbagliata, quella sulla procreazione assistita. Poi segue «come una brava moglie» la successiva campagna elettorale del marito ma augura a lui e a Prodi: «Vinca il migliore».
Poi Silvio, nel luglio scorso, la porta in gran segreto a Marrakech per festeggiare il suo 50/mo compleanno. Un giornale di Rabat riferisce che lui ha ballato per lei, coperto da veli, portandole cosi uno splendido dono. Lui smentisce le circostanze della danza ma lei, ad 'A' conferma: «Ho pianto, mi sono commossa».