Ritrovato il carico di valvole rubate

VOGHERA. La notizia del furto da un milione di euro, letta sulle pagine deLa Provincia pavese , lo aveva colpito. E quando ha visto il rimorchio con le scritte Eurotrans e Valvitalia sul telone, abbandonato a lato della provinciale 45, nei pressi di Salò, è rimasto di stucco. Era tale e quale al tir rubato in strada Oriolo, di cui il giornale aveva pubblicato la foto. Il vogherese in trasferta nel Bresciano (di cui non sono state fornite le generalità) ha afferrato il cellulare e avvertito la polizia. E' stata la Polstrada di Salò a occuparsi del recupero del mezzo, con il suo prezioso carico di valvole intatto.
Il ritrovamento della refurtiva è stato accolto con comprensibile sollievo da Salvatore Ruggeri, presidente di Valvitalia, il gruppo industriale di Rivanazzano che ha subito il maxi-furto. «Devo complimentarmi con le forze dell'ordine, in particolare con l'ispettore di polizia Fabrizio Scabini, per l'impegno profuso nelle indagini e l'elevata professionalità dimostrata nell'espletamento dell'attività investigativa dal commissariato di Voghera - ha sottolineato l'imprenditore vogherese - Un ringraziamento anche al capitano dei carabinieri Nicola Melidonis, che si è interessato in modo attivo al caso, pur non essendo chiamato ad occuparsene». Parole di elogio nei confronti delle forze dell'ordine che il patron di Valvitalia ha voluto manifestare anche al questore Montemagno, subito dopo la conferma ufficiale del recupero del carico. Le componenti per valvole prodotte a Rivanazzano erano destinate al mercato statunitense. Erano già stipate sul rimorchio, in attesa di iniziare il lungo viaggio verso gli Usa, ma nella notte fra domenica e lunedi qualcuno si è introdotto nel capannone della ditta di trasporti Eurotrans, in strada Oriolo, alla periferia Nord di Voghera, ha agganciato una motrice al rimorchio e si è allontanato in tutta tranquillità. Un furto anomalo. Per diverse ragioni. Tanto per cominciare, il magazzino non presenterebbe segni di effrazione, il che apre il campo a più di un'ipotesi. C'è poi il fatto che il colpo messo a segno alle porte di Voghera è stato solo l'ultimo di una fitta serie ai danni delle aziende del gruppo Ruggeri, dalla Tecnoforge di Castelsangiovanni (dove gli ignoti visitatori hanno rovistato ovunque, ma portando via poco o nulla, come se si trattasse di un messaggio intimidatorio), alla Vitas di Vicenza. Semplici coincidenze, oppure i tasselli di un preciso disegno?
Resta la terza anomalia: un carico di componenti per valvole non è come uno stock di elettrodomestici o di capi di abbigliamento, facilmente smerciabili sul mercato nero della ricettazione. Si tratta, invece, di un prodotto specifico, preparato su misura in base alle richieste del cliente. Per spiegare meglio il concetto: una valvola ad uso industriale, o una sua componente, fabbricata per la specifica di un'azienda americana, non può essere riciclata per un impianto mediorientale o nigeriano. Ha una sua specifica funzione e si esaurisce con essa. La possibile destinazione alternativa del carico trafugato a Voghera era la fusione in fonderia per ricavare materia prima. Ma in quel caso il valore del bottino da un milione di euro sarebbe sceso a poche decine di migliaia. Ne valeva la pena?