Termo: spunta l'ipotesi di una terza caldaia Soffritti non la esclude, ma il sindaco smentisce

PARONA.«Saluto con favore l'accordo raggiunto nella maggioranza di governo per cancellare il contributo alle fonti di produzione di energia elettrica che sono assimilate alle alternative. Speriamo che questo serva a evitare un altro potenziamento del termodistruttore di Parona». Renato Soffritti, consigliere comunale di Rifondazione comunista, rende noto che la commissione Ambiente del Senato ha approvato un emendamento da inserire nella legge Finanziaria che, in sintesi, blocca i contributi a chi ricava energia elettrica bruciando i rifiuti negli inceneritori. Soffritti lascia intendere che qualcuno sta già pensando a portare la capacità di conferimento del termodistruttore a 800mila tonnellate l'anno. «Sono indiscrezioni che mi giungono dai corridoi della Regione Lombardia: speriamo che non siano fondate», dice Soffritti. Una secca smentita arriva dal sindaco Giovanna Ganzi: «Non hanno ancora terminato la costruzione della seconda caldaia: figuriamoci se già si pensa a triplicare l'impianto», taglia corto il sindaco di Parona. Da parte sua, Soffritti comunica che la legge finanziaria abolirà i cosiddetti Cip6, i contributi erogati agli impianti che producono energia elettrica sfruttando fonti 'assimilate", come carbone, metano e rifiuti petroliferi. Di questa categoria fanno parte anche i rifiuti solidi urbani: «Ciò che si brucia negli inceneritori è perlopiù plastica, che notoriamente è un derivato dal petrolio». Il testo originale dell'emendamento è stato firmato dal presidente della commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano (Rifondazione comunista), e dai senatori Tecce, Confalonieri e Albonetti. La nuova e definitiva stesura sarà sottoscritta anche dal ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, e da Loredana De Petris (Verdi). (u.d.a.)