Gioielli e truffe: coniugi sotto accusa

PAVIA.Non capita frequentemente, ma non sarebbe la prima volta che da imputati si passa a vittime in un procedimento penale. E' ancora presto per un'affermazione del genere, ma il prossimo 21 novembre, quando si dovrebbe discutere il caso e andare a sentenza, si avrà una conferma o meno. E' comunque questa la tesi che sosterrà nella sua arringa l'avvocato Fabio Zavattarelli, difensore dei coniugi Maria Gabriella Santuosso, quarantadue anni, e Francesco Menduini, quarantasei anni, entrambi pavesi, entrambi nel mondo del commercio di preziosi, entrambi accusati e poi imputati di truffa a seguito delle denuncia presentata dal loro ex-datore di lavoro, Girolamo Nucifero, responsabile della società «Gival» di Valenza. Con la società - che appunto di occupa di gioielleria - i due pavesi hanno avuto contenziosi civili e di lavoro (per il pagamento delle provvigioni: «tutti vinti», precisa il loro avvocato). Ma anche un problema penale. Secondo il capo d'imputazione, i due - lavorando per conto della «Gival» - avrebbero operato più o meno cosi. Contattando i clienti, a loro proponevano i prodotti di gioielleria in conto vendita, ma alla ditta segnalavano un vendita già definita. La ditta inviava il prodotto e fatturava, i clienti si sorprendevano e i due pavesi, ecco la parte finale della presunta truffa, si faceva pagare «scontati» i prodotti o se riprendevano. Trattenendo a seconda dei casi denaro o gioielli. Un comportamento che avrebbe fruttato loro circa 58mila euro. Tanti condizionali. D'obbligo, visto che la querela per truffa è arrivata durante la causa di lavoro e che, in aula, il presunto truffato non si è mai presentato malgrado il formale invito del giudice. Inusuale comportamento, perlomeno, da parte di chi ci sta rimettendo 58mila euro. Il sospetto è che la querela non sia poi cosi fondata. Verrà verificato il prossimo 21 novembre, dove il giudice tirerà le conclusioni. «Attendiamo la sentenza - dice l'avvocato Zavattarelli - e le motivazioni, ma non escludiamo di procedere nei confronti di chi ha accusato i miei clienti, provocando loro un grave danno d'immagine in un settore professionale delicato come quello del commercio dei gioielli». (f. ma.)