L'Italia nel Consiglio di sicurezza dell'Onu
NEW YORK. Con 186 voti a favore e 3 astensioni l'Italia entra nel Consiglio di Sicurezza per due anni a partire dal prossimo primo gennaio. Consenso quasi unanime dunque dell'Assemblea Generale dell'Onu. «È una grande soddisfazione», ha detto il capo del governo Romano Prodi.
«Si tratta di un fatto unico - ha sottolinea Prodi - del riconoscimento globale della politica italiana non solo come membro del consiglio di sicurezza ma proprio in quanto paese che svolge una politica internazionale positiva».
E il presidente del consiglio ha ringraziato tutti quelli che hanno lavorato per questo risultato, in particolare l'ambasciatore italiano all'Onu Marcello Spatafora, sottolineando che l'Italia non era nel Consiglio dal 1994.
Ma le parole di Romano Prodi sono state accolto con polemica dall'opposizione che ritiene doveroso che il presidente del consiglio si congratuli prima di tutto col suo predecessore. «Il larghissimo consenso che l'Italia ha raccolto all'Onu è certamente la conferma della qualità dei nostri rapporti diplomatici», ha detto Gianfranco Fini.
«Ma è anche la riprova dell'efficacia e dell'autorevolezza della nostra politica estera negli anni scorsi». Il leader di An ha proseguito criticando Prodi per avere ingiustamente accusato il governo Berlusconi di avere isolato l'Italia nel contensto internazionale.
Il ministro degli esteri Massimo D'Alema non è entrato nelle polemiche e si è limitato a dichiarare che «l'Italia lavorerà per una riforma delle Nazioni Unite in senso democratico, rappresentativo e consensuale».
Per i prossimi due anni il nostro Paese sarà uno dei dieci membri a rotazione del Consiglio di Sicurezza a cui si aggiungono i cinque paesi permanenti con diritto di veto. Insieme all'Italia sarà il Belgio a rappresentare l'Unione Europea in consiglio. Secondo l'ambasciatore italiano al Palazzo di Vetro, Marcello Spatafora, il voto quasi unanime dell'Assemblea Generale riflette un apprezzamento per l'approccio multilaterale dell'Italia in questioni di politica estera.