Il Qatar, primo paese arabo, fornirà 300 soldati

ROMA.Mentre continua l'operazione militare italiana di dispiegamento e mentre circa duecento soldati francesi, incaricati di organizzare l'arrivo del primo battaglione d'oltralpe in forza all'Unifil, hanno lasciato ieri il porto di Tolone, la forza di pace dell'Onu si arricchisce del primo «contribuente» arabo: il Qatar, che si è impegnato a fornire circa trecento militari. Un gesto significativo, che arriva dopo il via libera di Israele a paesi a maggioranza musulmana come l'Indonesia, e che aiuta far scendere la tensione dopo il conflitto nel paese dei cedri. Gli italiani si stanno intanto definitivamente attestando mentre la San Marco, che insieme ad altre quattro unità della Marina partecipa all'operazione «Leonte», è in rotta per Brindisi per prelevare i 120 fucilieri di Marina del Reggimento San Marco con cui sarà completato il dispiegamento dei primi mille uomini del nostro contingente.
Ma la notizia della giornata riguardava ieri il ricco emirato del Golfo noto per aver dato i natali alla televisione Al Jazeera. Il piccolo paese petrolifero ha infatti deciso di partecipare alla missione di pace in Libano, mettendo a disposizione trecento uomini che andranno a ingrossare la nuova forza dell'Onu decisa dall'ultima risoluzione del Consiglio di sicurezza. Al termine di un incontro con il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, il ministro degli Esteri Hamad Bin Jassem Bin Jabr Al-Thani, ha spiegato che con questa iniziativa Doha ha voluto segnalare che nel contingente multinazionale «c'è una presenza araba, anche se piccola» e che il Qatar «crede in questa risoluzione e intende applicarla». Al momento l'emirato è l'unica nazione araba ad aver accettato di partecipare alla missione Onu anche se ieri un piccolo giallo ha rischiato di intorpidire le acque. In giornata a Beirut era infatti atterrato un aereo passeggeri delle Qatar Airways che aveva tutta l'aria di un atto di sfida al blocco aereo e navale imposto da Israele, anche se il governo israeliano ha però poi puntualizzato che il volo era stato concordato già una settimana fa. L'apparente incidente è durato lo spazio di un pomeriggio ma le polemiche comunque non sono mancate. Arrivano anche da Ankara che, ha precisato il premier Erdogan, non non esiterà a ritirare i soldati che si appresta a inviare se ai caschi blu sarà chiesto di disarmare le milizie di Hezbollah.(e.g.)