«Cosi si stanno buttando via due anni di importante lavoro»

PAVIA.Da più di due anni i volontari del comitato FuoriLuogo seguono le famiglie romene ospitate in via San Carlo, via Lunga e Fossarmato. «Da due anni diamo una mano ai bambini nell'inserimento scolastico insieme ai servizi sociali - dicono -. E tentiamo di aiutare queste famiglie ad affrontare i problemi legali dovuti alla loro condizione di immigrati». «I risultati con fatica sono arrivati - dicono - Tutti i bambini frequentano la scuola con risultati accettabili. I loro genitori godono, grazie al lavoro instancabile di alcuni assistenti sociali, di un permesso di soggiorno rinnovabile e adesso una parte di queste persone ha cominciato ad avere un lavoro: più o meno regolare, più o meno saltuario. Ma la loro attuale fonte di guadagno non è più l'elemosina». Per questo i volontari non condividono la scelta del Comune di liberare gli spazi occupati. E aggiungono: «Non è stata fatta alcuna differenziazione da parte del Comune tra le famiglie se non quello della presenza di una neonata. Ci sono persone che hanno un permesso di soggiorno e un lavoro, frutto di un percorso di integrazione non facile. Per queste persone affittare una stanza è quasi impossibile; alcune si sono rivolte senza esito ad agenzie immobiliari. Non vogliono tornare alla Snia: significherebbe buttare alle ortiche due anni di progetti avviati proprio dal Comune». «Non stiamo chiedendo ospitalità incondizionata a chiunque arrivi a Pavia, condividiamo le parole e le intenzioni dell'assessore quando dice che l'aiuto bisogna meritarselo; infatti non stiamo chiedendo casa, vestiti e soldi per tutti gli abitanti della Snia (siamo intorno al centinaio, stima per difetto). Si tratta tuttavia di permettere alle famiglie straniere che lo meritano di integrarsi pian piano. Si tratta di non tornare indietro di due anni quando ormai mancano due mesi, di non dover ricominciare daccapo per la fretta di liberare tre stanze». (m.g.p.)