La protesta si allarga a fornai commercialisti e ragionieri
MILANO.Nuovo fuoco di sbarramento contro il decreto Bersani: fornai, commercialisti e ragionieri annunciano una ondata di proteste. «Palazzo Chigi dica chiaramente se è dalla parte dei consumatori oppure no»: Antonio Marinoni, presidente dell'Associazione Panificatori di Milano e provincia ha scritto ieri al presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi, segnalando le ripercussioni negative del decreto-legge sul settore della panificazione. E minacciando agitazioni dei panificatori sulle strade, anche con blocchi autostradali durante l'esodo d'agosto. «Da sempre - afferma Marinoni - siamo favorevoli alle liberalizzazioni, ma contrari all'assenza di regole. Aver allargato indiscriminatamente le maglie dell'arte bianca significa aver consegnato le chiavi della panificazione in mano a chi, senza alcun riguardo nei confronti della qualità dei prodotti e della loro salubrità, intende sfornare il pane nel retrobottega in condizioni igieniche precarie». Anche i fornai chiedono che «prosegua il confronto sul decreto prima che sia convertito in legge dal Parlamento».
Per il 28 luglio è già fissata la mobilitazione di commercialisti e ragionieri. Le associazioni sindacali di categoria (Adc, Andoc, Snrc, Unagraco, Ungdc), hanno proclamato lo stato di agitazione permanente indicendo per quel giorno una assemblea generale dei propri delegati a Roma con una manifestazione che si terrà di fronte a Palazzo Chigi. Secondo i consigli nazionali dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri, «la riforma delle professioni intellettuali, rispettosa delle esigenze del mercato, deve «maturare in un contesto coordinato e concertato, affidata al dicastero competente e affermano che il decreto non dà alcun contributo «realmente liberalizzatore».