Materazzi, nuova vita


Valentino Beccari
BERLINO.Non è facile girare per gli stadi di mezzo mondo con quel cartello «Wanted» appeso all'ingresso. Inseguito dalla cattiva fama di «killer», brutale esecutore armato di gamba tesa e gomiti alti, cacciatore di menischi e legamenti. Marco Materazzi è arrivato ai Mondiali con una pessima reputazione. Era riuscito a «sdoganarsi» con il gol alla Repubblica Ceca ma era rientrato nei ranghi con l'Australia, espulso, ingiustamente, ma sempre espulso.
A questi Mondiali doveva essere comprimario, «muletto» della fuoriserie Nesta, ruota di scorta per arrivare alla prima stazione di servizio e rimettere il pneumatico originale. Invece, complice un muscolo maldestro del milanista, Materazzi si ritrova protagonista.
In finale l'inizio è scioccante. Roba da distenderti sul lettino dello psicanalista e raccontargli la tua infanzia. Dopo cinque minuti sfiora appena la gamba di Malouda. Niente di straordinario ma siccome su di lui c'è un mandato di cattura internazionale il «poliziotto» Horacio Elizondo decreta il rigore per la Francia.
Un'ingiustizia. Materazzi accusa il colpo, sbanda e dopo un paio di minuti rischia l'autogol. Ma il ragazzo ha carattere, si è fatto da solo sui campi in terra della serie D. E allora vuole rimediare. Già, ma come? Usando la testa. L'intelligenza si, ma anche la fronte. Ed ecco allora che su un calcio d'angolo si porta avanti, stacca più in alto di tutti e schiaccia in rete con la superbia di un pivot della Nba.
È il suo secondo gol ai Mondiali. Neanche fosse un cannoniere. Ma lui gol ne ha sempre fatti. Ai tempi del Perugia era il bomber della squadra: di testa ma anche rigori e punizioni.
La rete lo galvanizza. Anticipa Henry come fosse uno del Pizzighettone, batte in velocità Ribery che è la metà di lui, chiude i varchi con l'eleganza di Franco Baresi. Con Cannavaro l'intesa è perfetta.
Quando nel secondo tempo l'Italia accusa la fatica mostra i muscoli ai granatieri francesi. Killer no, ma combattente si. Magari ci scappa anche una provocazione a Zidane che però reagisce con una testata al torace. Eppoi ai rigori fredda Barthez con la sicurezza di un veterano. Una partita perfetta, da campione. Campione del mondo.

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