«Casei, aiuti anche per l'agricoltura»

CASEI. Si fa presto a dire riconversione: ma produrre barbabietole da trasformare in zucchero ha un costo, produrre mais da trasformare in biocarburante ha un costo parecchio diverso. «E al momento nella fascia pianeggiante dell'Oltrepo non ci sono le condizioni per produrre mais a costi competitivi - commenta il deputato diessino Angelo Zucchi -. Per questo serve un piano integrato per Casei».
Le vicende della riconversione dello zuccherificio di Casei sono riemerse ieri in Parlamento nel corso dell'audizione in commissione agricoltura della Camera on il ministro dell'agricoltura Paolo De Castro. «Lo zuccherificio di Casei - spiega il parlamentare Ds Angelo Zucchi, capogruppo dell'Ulivo in commissione, che ha esposto il problema al ministro - costituiva il terminale di una 'filiera corta". Chi coltivava barbabietole nella fascia di pianura dell'Oltrepo lo faceva esclusivamente perchè Casei garantiva la trasformazione in zucchero. Se adesso si tratta di produrre mais da trasformare in bioetanolo, invece, non è detto che il mais prodotto a Casei vada allo stabilimento di Casei. Il mais, a differenza delle barbabietole, si può comprare a prezzi più competitivi altrove. E l'industria ragiona in termini di costi. Per una serie di ragioni, comprese quelle irrigue, produrre mais in Oltrepo costa di più rispetto ad altri territori. Quindi se si parla di riconversione dell'impianto industriale si deve necessariamente parlare anche di investimenti che mettano il territorio, inteso come filiera agricola, in condizione di essere competitivo sul mercato». La richiesta di un disegno organico per la riconversione dello zuccherificio di Casei è stata presentata al ministro ieri mattina: oggi Paolo De Castro dovrebbe rispondere in aula all'intervento di Angelo Zucchi in commissione agricoltura. Sul caso zucchero, ieri in commissione, è intervenuta anche la deputata dei Comunisti italiani Rosalba Cesini: «Il taglio di due terzi degli zuccherifici nazionali definito dal precedente governo è una misura iniqua e draconiana - ha detto -. Al ministro Paolo de Castro chiediamo per gli zuccherifici da dismettere un progetto sostenibile dal punto di vista ambientale ma anche sociale, alla luce delle migliaia di posti di lavoro a rischio. Risulta perciò incomprensibile il mancato invito dei sindacati al tavolo di filiera. L'attuale governo può e deve dimostrare capacità di dialogo con tutte le parti sociali». (s. ro.)