Contro Marini la Cdl gioca la carta Andreotti
ROMA. L'Udeur contro i Ds minaccia «metodi bertinottiani» e avverte gli alleati: cosi si finisce prima di cominciare. A meno di una settimana dalla prima convocazione delle Camere resta alta la tensione nel centrosinistra, mettendo a rischio la candidatura di Franco Marini a palazzo Madama. Una candidatura resa ancora più fragile dalla corsa del senatore a vita Giulio Andreotti, lieto di accettare la sfida propostagli da Gianni Letta e Pier Ferdinando Casini, «se questa significasse la possibilità di superare la muraglia che si è creata tra i due schieramenti».
Ad aprire le ostilità questa volta è Clemente Mastella con una durissima nota ufficiale, diffusa ventiquattr'ore dopo la sofferta rinuncia di Massimo D'Alema alla presidenza della Camera che ha aperto la strada a Fausto Bertinotti. Una nota nella quale si prende atto della scomparsa dello spirito di coalizione, con la «minaccia» di applicare d'ora in poi metodi bertinottiani. Magari per strappare al riluttante Prodi il dicastero della Difesa, ambito dal leader del Campanile. I voti dell'Udeur del resto saranno quanto mai pesanti per far passare al Senato la candidatura di Marini.
Sulla strada del responsabile organizzativo della Margherita, c'è la mossa della Cdl di proporre il nome di Andreotti. Il senatore a vita ha però subito chiarito di accettare la candidatura «solo in un'ottica di conciliazione» ed auspica sul suo nome «un accordo esteso che deve essere la asse di partenza per la possibilità di dialogo. Se in questo posso servire ne sarò ben felice. Altrimenti continuerò nel mio ufficio di senatore a vita».
La mossa della Cdl sorprende il diellino Paolo Gentiloni, stupito che un personaggio di tale prestigio si presti a un «gioco che esaspera le spaccature esistenti», ma che piace alla Cdl. A sostegno di Marini è sceso ieri in campo il candidato in pectore a Montecitorio. «Credo che Franco Marini sia un ottimo candidato e che si possa sostenere», ha dichiarato Bertinotti. «Per noi oggi la proposta è quella di Franco Marini e i Ds voteranno Marini se e quando Romano Prodi farà questa proposta», gli ha fatto eco Marina Sereni, responsabile dell'Organizzazione Ds. Qualche problema lo intravede Peppino Caldarola, dalemiano doc. Per evitare sorprese al Senato serve una guida politica «forte e chiara», avverte Caldarola. Se il centrosinistra vuole «sventare» il rischio Andreotti ha «l'obbligo di discutere con il senatore a vita e con chi nel centrodestra lo sponsorizza».
Positiva l'accoglienza tra i centristi della Cdl con il ministro Giovanardi (Udc) per il quale si tratterebbe di una «scelta ottimale», di una «risorsa in questa situazione difficile per tutto il Paese». In serata torna a spendersi il presidente della Camera Casini per il quale Andreotti candidato alla presidenza del Senato «può essere una soluzione importante ma non è una soluzione di parte. Non rappresenta una candidatura del centrodestra, anche perchè come tutti sanno, Andreotti non ha votato a favore del governo Berlusconi». «E' semplicemente e solo un senatore di grande esperienza - sottolinea il leader dell'Udc - che in un momento difficile per le istituzioni può rappresentare una scelta super partes».