Quell'autunno di due anni fa la protesta per viale Brambilla

PAVIA.L'ultima, grande crisi tra lavoratori, sindacati e Poste Italiane, perlomeno a Pavia, risale all'autunno di due anni fa, quando - dopo sedici ore di trattativa quasi no-stop, si trovò l'accordo sulla vertenza per il Centro operativo postale (Cpo) aperta oltre due anni prima e cioè quando l'azienda annunciò di voler chiudere la sede di viale Brambilla per trasferire tutto nel centro meccanizzato di Peschiera Borromeo. E invece alla fine di una estenuante trattativa i sindacati (Cisl, Cgil, Uil, Failp, Sailp, Ugl) erano riusciti a strappare un risultato ritenuto positivo. Dei 136 dipendenti 109 sarebbero restati a Pavia, sempre in viale Brambilla anche se con mansioni diverse. Gli altri sarebbero stati reimpiegati in provincia, a Milano o comunque nel raggio di trenta chilometri dal luogo di residenza. Ma oggi, come si vede, l'azienda ripropone il tema dei posti lavoro: magari con la scusa dell'esubero per poi, invece, trattare (da un punto di forza) altri trasferimenti.