In trappola la banda dei bancomat


VOGHERA L'incubo dei bancomat clonati per gli abitanti di Voghera e della zona tra Rivanazzano e Bastida (passando da Casei) era finito il 15 gennaio, ma per un mese e mezzo aveva rovinato l'esistenza a centinaia di oltrepadani: i clonatori avevano manomesso i pos di un supermercato e poi avevano fatto sfracelli. Ora probabilmente è stata presa la banda: aveva la base a Roma ma operava anche in Lombardia.
Il modus operandi della banda romana è lo stesso usato in Oltrepo: i truffatori entravano di nascosto in supermercati e negozi, modificavano le apparecchiature elettroniche delle casse e poi rubavano i codici di migliaia di carte di credito e bancomat. Le tesserine false venivano poi utilizzate per prelievi di denaro all'estero (nel caso dei truffati di Voghera, soprattutto in Olanda, Germania del nord e Costa Azzurra). A scoprire la banda è stato il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, che ha arrestato tre italiani e 11 romeni. La banda ha prelevato denaro in 8 Paesi, per oltre 2 milioni di euro. L'operazione, denominata «Supermarius» si è conclusa ieri all'alba, dopo circa 6 mesi di indagine: una solida ramificazione della banda operava in Lombardia. I finanzieri hanno scoperto che da mesi «con una perizia senza precedenti» i truffatori penetravano in grandi supermercati, centri commerciali e negozi: nei modi più vari, spesso passando dal tetto per eludere il sistema d'allarme. Il 7 ottobre scorso qualcuno aveva cercato di entrare all'Iper di Montebello proprio in questo modo, ma era stato messo in fuga da una pattuglia della Mondialpol e dai carabinieri di Casteggio. Il vigilante aveva poi descritto due uomini 'con i tratti somatici tipici degli slavi". Una volta dentro modificavano le apparecchiature elettroniche delle casse inserendo dei microchip nei Pos. In questo modo, senza che nessuno si accorgesse di nulla, raccoglievano illegalmente migliaia di codici di carte di credito e bancomat, compresi i PIN segreti, che venivano distribuiti agli altri membri della banda. Questi li utilizzavano per ingenti prelievi di denaro all'estero. Secondo Finanza si trattava di «un'organizzazione collaudata e specializzata» che comprendeva piu squadre operative, ciascuna con compiti ben precisi: chi si occupava della ricerca degli esercizi commerciali dove istallare le apparecchiature in grado di manomettere i Pos; chi era specializzato nell'intrusione nei negozi; chi nell'istallazione di microcircuiti per il trasferimento a distanza dei codici di sicurezza; chi (piccole squadre di 2-3 persone) si dedicava all'indebito utilizzo delle carte clonate o, meglio, ai prelievi in contanti dagli sportelli bancomat in tutta Europa. Quattordici le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Roma, nei confronti di 11 cittadini romeni, tutti clandestini e gravitanti tra Roma e il Bergamasco, dove sono stati eseguiti gli arresti e tre italiani, residenti nelle province di Roma e Frosinone. Decine le perquisizioni in Lazio e Lombardia, che hanno consentito di sequestrare diverse apparecchiature elettroniche, tra cui alcune particolarmente innovative, in grado di copiare i dati delle carte di credito completi di codici Pin e di trasmetterli in tempo reale all'estero, sfruttando la rete Gsm.

Paolo Fizzarotti