Troppe dighe: è crisi idrica
ROMA.Sono 49.697 le grandi dighe (quelle alte almeno 15 metri) nel mondo che, per ottenere il 20% dell'elettricità globale e il 10% della produzione mondiale di cibo e fibre, bloccano il 60% dei grandi sistemi fluviali nel mondo.
Nella Giornata mondiale dell'acqua, Legambiente ha presentato, nell'ambito del convegno 'Acqua: bene comune patrimonio dell'umanità" organizzato da Cirps, Cospe e Legambiente con il contributo della Regione Lazio, il dossier 'Ambiente violato e diritti calpestati: le 10 grandi dighe più devastanti del mondo".
L'associazione ha ricordato che le grandi dighe sono concentrate per il 67% in Cina, Turchia, Iran e Giappone. Tra i 40 e gli 80 milioni di persone sono state costrette all'esodo forzato, oltre 35 milioni solo in India. Praticamente una nazione più vasta dell'Italia è stata evacuata e distrutta. E ha aggiunto: mentre l'energia idroelettrica fornita dalle grandi dighe alimenta principalmente megalopoli e aree industriali, paradossalmente le popolazioni che vivono a ridosso delle infrastrutture spesso non hanno energia elettrica. Inoltre nessuna delle circa 50mila dighe può essere considerata sicura, considerando la rapida intensificazione del ciclo idrogeologico in atto a causa del riscaldamento del pianeta.
Ma solo il 20% dei progetti è stato realizzato dopo aver effettuato una valutazione costi-benefici. «Quello delle grandi dighe - ha dichiarato Maurizio Gubbiotti, responsabile del dipartimento internazionale di Legambiente - è uno dei casi in cui risulta più evidente che il rispetto dei diritti delle generazioni future coincide con quello delle generazioni attuali. Scegliere di rispettare le popolazioni che hanno un equilibrio millenario con le risorse del proprio territorio, optare per un'equa distribuzione di costi e benefici scegliendo di non espropriare più delle fonti di sostentamento il popolo dei fiumi e parallelamente adottare misure di limitazione degli sprechi idrici e energetici e ricorrere a fonti energetiche rinnovabili. Queste sono - ha concluso Gubbiotti - le azioni possibili per iniziare a voltare la pagina della devastante ingegneria delle dighe».
Sul tema è intervenuto anche il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi: «La gestione sostenibile delle risorse idriche rappresenta un imperativo cui tutti siamo chiamati a rispondere». Questo il messaggio che Ciampi ha inviato al prof. Giovanni Conso, presidente dell'Accademia Nazionale dei Lincei, proprio in occasione della 'Giornata mondiale dell'acqua".