L'addio a Romano Mussolini tra New Orleans e nostalgici

ROMA.Un po' New Orleans e un po' nostalgia per il Ventennio. Non poteva che consumarsi cosi tra saluti romani e note di jazz, il funerale di Romano Mussolini, jazzista di fama mondiale e ultimo figlio del Duce. Un funerale che la famiglia avrebbe voluto intimo e riservato nella chiesa dei Santi Angeli Custodi e che si è trasformato in una sorta di ultimo concerto in omaggio al musicista e nel palcoscenico per gli onori al 'camerata Romano Mussolini", come hanno gridato centinaia di militanti di nostalgici all'esterno della chiesa. Il feretro del musicista, al suo arrivo in chiesa e all'uscita, è stato salutato dai militanti di estrema destra che gremivano la piazza con una distesa di saluti romani e al grido di 'Camerata Mussolini, presente", 'Duce, Duce" e 'Eia-Eia Alalà". Ma all'interno della chiesa è prevalso il tributo al Romano Mussolini artista, con i musicisti della sua band a suonare per lui come nei più classici funerali di New Orleans 'When the saints go marching in". E, soprattutto, il dolore della famiglia: le figlie Alessandra, Elisabetta e Rachele, la prima moglie Maria Scicolone e la seconda Carla Puccini. A gremire la chiesa c'erano anche tanti estimatori della sua musica, una delegazione da Predappio dove saranno sepolte le sue ceneri e semplici abitanti del quartiere che lo avevano ascoltato nel concerto che tenne nel 1995 in occasione della festa della parrocchia. «Era una persona mite, umile, attenta al prossimo. L'uomo giusto - ha detto il parroco don Mario citando il Libro della Sapienza - certamente vivrà con il Signore nell'amore». I funerali sono stati anche l'occasione per tributare l'ultimo applauso alle note gentili delle melodie di Mussolini, suonate dalla tromba di Guido Pistocchi e Cicci Santucci. Ad ascoltare quella musica commovente, mescolati tra la folla, molti rappresentanti del mondo dello spettacolo e vari politici, soprattutto di An.