Ricucci, nuovi interrogatori

ROMA.Dopo la deposizione fiume di Stefano Ricucci, interrogato mercoledi per quasi cinque ore, la procura di Roma potrebbe disporre la convocazione, in tempi rapidi, di altri indagati coinvolti nell'inchiesta sulla scalata alla Rcs, sugli affari della Magiste e sulla gestione dei fondi Confcommercio da parte del suo ex presidente, autosospesosi dalla carica in seguito allo scandalo, Sergio Billè.
I magistrati titolari del fascicolo, Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli, ieri hanno fatto il punto delle indagini con il procuratore aggiunto Achille Toro e con gli ufficiali del Nucleo valutario delle Fiamme Gialle che stanno conducendo gli accertamenti. Il vertice è servito ad esaminare le molte dichiarazioni rese da Ricucci l'altra sera e a decidere come proseguire l'attività istruttoria.
Indagato per aggiotaggio informativo per la vicenda della scalata al gruppo Rcs, per falso in bilancio e false fatturazioni nell'ambito di quattordici operazioni immobiliari condotte fra Roma e Milano tramite la società Magiste, per concorso in appropriazione indebita in relazione ai fondi del presidente Confcommercio, Ricucci avrebbe ammesso, davanti ai magistrati, di avere emesso fatture false per alcune somme. Ma al tempo stesso, avrebbe anche sostenuto la legittimità e la correttezza della vendita, a Sergio Billè, del palazzo di via Lima a Roma, signorile edificio del quartiere Parioli che in teoria avrebbe dovuto ospitare le sedi di Confcommercio e Confimmobiliare. Secondo i Pm, invece, quei 39 milioni di euro trasferiti dal fondo Billè alla Garlsson di Ricucci (attraverso vorticosi giri finanziari tra Svizzera, Italia e Lussemburgo) sarebbero stati semplicemente il finto anticipo su una vendita simulata che avrebbe dovuto chiudersi per 60 milioni di euro: in pratica, un modo per far incassare a Ricucci, già azionista di Rcs Media Group, un capitale di liquidità da reinvestire nel rastrellamento di altri titoli.
Illustrando ai Pm l'assetto della Magiste, l'immobiliarista avrebbe respinto anche l'accusa di falso in bilancio. Ma alla fine sembra che i magistrati del pool capitolino per i reati finanziari non siano rimasti soddisfatti dalle risposte ottenute. Ricucci non avrebbe dato chiarimenti esaurienti. Nei prossimi giorni, superate le festività natalizie, potrebbero quindi esserci nuovi interrogatori: per Ricucci ma anche per Billè e non solo. Sul presidente dimissionario di Confcommercio grava l'accusa di appropriazione indebita per la gestione dei contributi dei soci: contributi in parte occultati e spariti senza un rendiconto. Le indagini parlano per ora di un bottino di almeno 70 milioni di euro spesi per l'acquisito di opere d'arte, mobili antichi, quadri d'autore, canoni d'affitto e compensi vari.
N.A.