L'asparago conquista il primo marchio

CILAVEGNA.L'asparago riceverà il marchio di qualità prima della sagra in programma a maggio 2006: lo aveva promesso il sindaco Giusto Fuga e martedi sera arriverà l'istituzione formale della Denominazione comunale di origine. Dopo l'assestamento generale del bilancio, i consiglieri comunali discuteranno l'approvazione del regolamento delle attività agroalimentari tradizionali locali e, a seguire, l'attivazione della procedura per l'assegnazione del marchio Deco all'asparago rosa di Cilavegna. E' il primo passo di un iter che dovrebbe raggiungere traguardi più prestigiosi: «Il Deco è un'operazione condotta in porto solo dal Comune. Con altre città lombarde che producono l'asparago ambiremmo a farci assegnare da Bruxelles il marchio Dop o Igp, ma questo nei prossimi mesi». Per ora il Comune formalizza il disciplinare per la produzione dell'Asparago di Cilavegna e il protocollo di produzione e commercializzazione, cui si affianca il logo rappresentato da una piazza e messo a disposizione dall'Anci. Martedi il consiglio comunale leggerà il disciplinare steso da Agostino Falavigna, docente della sezione di Montanaso Lombardo dell'Istituto sperimentale per l'orticoltura.
«La coltivazione dell'asparago è remunerativa quando permette di ottenere produzioni elevate, stabili nel tempo e di buona qualità - scrive l'agronomo -. Questo è possibile solo se l'agricoltore non esegue scelte errate che influiscono sull'intera durata economica dell'aspargiaia, che deve essere di almeno dieci anni». Poi, si parla della scelta del terreno e della varietà, del materiale di propagazione (le 'zampe") e dell'impianto, della concimazione e dell'irrigazione, del controllo delle erbe infestanti e dei periodi di raccolta dei 'turioni", il germoglio carnoso che inizia a svilupparsi in primavera, quando la temperatura è in aumento. Tre le classificazioni degli asparagi: i turioni della categoria prima devono essere di qualità superiore, ben formati e diritti, quelli della categoria seconda possono essere lievemente curvati e quelli della categoria Aspargina possono essere più curvi e con un apice leggermente aperto. Regole ferree anche per la calibrazione, secondo la lunghezza e il diametro, e le tolleranze. Infine, le indicazioni per il cliente: ogni mazzo di asparagi deve essere confezionato con la fascia rilasciata dal Comune e l'imballaggio deve recare il nome del prodotto (Asparagi rosa di Cilavegna), l'eventuale simbolo di identificazione, il nome del produttore, che deve essere all'albo specifico, e le caratterizzazioni commerciali. (u.d.a.)