Mezze delusioni per chi ha aperto al Ducale

VIGEVANO. Costa più o meno come in piazza Ducale ma ci va molta meno gente. E' il centro Ipercoop Ducale, i cui affitti sono comprensivi di spese comuni di pulizia, manutenzione del centro commerciale e di pubblicità e superiori a quelli del centro cittadino. Ad otto mesi dall'apertura tra i commercianti che si sono trasferiti dal centro di Vigevano al Ducale cominciano a sorgere e i dubbi. Non si paga meno di affitto e in compenso il numero di persone che passa, tolto il fine settimana, è inferiore a quello che attraversa ogni giorno la piazza e le vie del centro cittadino.
All'Ipercoop, in una normale mattina durante la settimana non si incontra una gran folla. Ci sono sparuti gruppetti, perlopiù di anziani che girano tra un negozio e l'altro. Della fila di casse all'ingresso del supermercato vero e proprio solo due sono funzionanti, mentre le altre sono vuote.
Nei negozi non ci si spinge certo per entrare.
La media degli affitti nei negozi in centro è di 18 mila euro l'anno, mentre nei centri commerciali si va attorno ai 30mila. Cifre che non comprendono le spese di manutenzione del centro, la vigilanza, la pubblicità e la pulizia, oltre ai canonici luce, acqua e gas. Sebbene i commercianti del centro cittadino siano convinti che i loro colleghi del centro commerciale siano favoriti, la crisi si abbatte anche sulle botteghe del Ducale. Se Sparta piange, Atene non ride, nemmeno se Atene è l'Ipercoop Ducale e il comune decide di portare le linee degli autobus fin dentro la struttura. L'ultima iniziativa che tanto scalpore ha destato tra i commercianti vigevanesi, ma che non sembra sia servita a ravvivare il giro dei clienti. «Si lavora più che nel centro cittadino - dice Martino Lagonigro, commerciante di abbigliamento trasferitosi da poco - ma meno di quanto ci si aspettava. L'affitto è identico, ma qui in più ci sono le spese. Tornare indietro sarebbe impossibile. Il centro è inaccessibile, mancano i parcheggi». Carlo Sansone ha invece trasferito la propria edicola da Corso Genova all'Ipercoop e spiega: «Ci sono affitti diversi rispetto alla città nei centri commerciali, legati ai costi della struttura - dice - ma l'idea è quella di far crescere il centro. Oggi è una cattedrale nel deserto, bisogna lavorare perché non rimanga cosi». Graziano Masiero ha aperto un secondo negozio di animali, oltre a quello che ha già in via Vallere e dice: «Ad oggi circola poca gente. Si lavora alla domenica ed al sabato, ma negli altri giorni ci sono dei problemi. Io sono stato tra i primi nei centri commerciali e credo fermamente che questi siano il futuro». Chi continua a credere nel centro commerciale è il direttore Michele Stillavato: «I costi degli affitti - spiega - non sono tutti uguali. Variano da negozio a negozio. Certo risentiamo anche noi di questo momento di crisi. Le spese alte sono dovute anche alla pubblicità che il centro fa. Questa è necessaria perché bisogna far conoscere il centro che è un'opportunità per la città».
Andrea Ballone