«Tasto il polso all'Italia e trovo segnali positivi»



PAVIA.«Siamo continuamente in giro per l'Italia, dove incontriamo le realtà economiche operanti sul territorio. Per noi è fondamentale valutare le situazioni e captare gli umori direttamente sul posto. Tantopiù a Pavia, dove vantiamo una lunga tradizione e siamo oggi una delle banche di riferimento: il 20 per cento degli sportelli, il 25 per cento degli impieghi e il 30 per cento della raccolta complessiva fanno capo alla rete di Intesa». Il messaggio di Corrado Passera, amministratore delegato di Banca Intesa, arriva forte e chiaro. 51 anni, dieci da top manager nell'editoria (Espresso e Mondadori) prima di rilanciare le Poste e ora guidare uno dei maggiori gruppi bancari europei, Passera non ama stare alla scrivania a esaminare bilanci. Preferisce andare di persona da chi, anche in periferia, è protagonista (piccolo o grande che sia) della realtà economica e tastarne il polso: «Il piagnisteo generale - dice Passera - non corrisponde al reale andamento del Paese. Che, sia pure in nell'ambito di un ciclo non brillante, è vitale e ci fa arrivare segnali di speranza e di ottimismo. Molte aziende stanno crescendo e cavalcando la globalizzazione. E noi cerchiamo di agevolare questo processo, perchè il ruolo delle banche è fondamentale. Il credito alle aziende, per esempio: è sempre stato legato a un sistema di garanzie che noi stiamo cercando di rinnovare profondamente, soprattutto per facilitare l'innovazione. Con il progetto 'IntesaNova", per esempio, concediamo credito a migliori condizioni e in maggiore quantità alle imprese che vantano un progetto innovativo e lo fanno certificare da una delle Università partner di questa iniziativa, tra le quali ci sarà presto, noi speriamo, anche Pavia. E con 'IntesaBridge" aiutiamo i giovani che investono su se stessi nella fase cruciale del passaggio attraverso l'Università fino al mondo del lavoro». Ieri sera Passera ha presentato con i professori Mannheimer (Ispo) e Pozzi (Eikon) lo studio «Le ragioni della crescita» a un selezionato gruppo di rappresentanti dell'economia e delle istituzioni provinciali, tra cui il rettore Stella, il commissario del San Matteo Azzaretti e il presidente degli Industriali Bellani. La cena è stata organizzata nel grande padiglione di Eucentre, al Cravino, presente anche il capo del Dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso. E il futuro di Banca Intesa? «Rinnovandoci e dando sempre maggiori servizi non temiamo la concorrenza degli altri grandi gruppi bancari internazionali. Oggi un conto corrente può costare anche meno di un euro a settimana. Tra tanti aumenti, ecco un prezzo che è chiaramente diminuito. E' anche cosi che le banche stanno cercando di recuperare la fiducia dei risparmiatori». (r.t.)