«Dalla spiaggia al bunker: un incubo»
SANNAZZARO.Da giovedi scorso sono chiuse in un bunker a Cancun mentre fuori, sulla nota località turistica messicana, imperversa l'uragano Wilma: due giovani amiche di Sannazzaro, in vacanza sulla costa messicana che si affaccia sull'oceano, stanno vivendo cosi la drammatica esperienza di rifugiate. Solo lunedi notte, dopo alcuni contatti attraverso l'uso degli Sms, sono riuscite a parlare ed a tranquillizzare le loro famiglie al termine di un silenzio durato cinque lunghi giorni. Albina Gatti, 26 anni, impiegata al Consorzio Bassa Lomellina di Mede, e l'amica Laura Mosca, 25 anni, infermiera al Policlinico di Pavia, entrambe residenti con le loro famiglie a Sannazzaro, hanno dato notizie di sè dopo tanta apprensione da parte dei genitori, congiunti ed amici. E sono notizie decisamente confortanti in quanto le due ragazze, dall'allarme lanciato in Messico per l'arrivo del devastante uragano Wilma ad oggi, avevano fatto perdere le loro tracce. Solo qualche raro Sms aveva assicurato i genitori a Sannazzaro: «Siamo rifugiate in bunker. Fuori è un infermo ma noi stiamo bene. Non preoccupatevi». Poi decine e decine di inutili tentativi per sentire la voce al telefonino di almeno una delle due ragazze sino al confortante contatto avvenuto lunedi all'alba. Cosi racconta Pietro Gatti, papà di Albina: «Abbiamo ripetutamente tentato di parlare con Albina e Laura ma non è stato mai possibile. L'uragano ha spazzato via ogni tipo di collegamento., Qualche raro Sms per rassicurarci delle loro buone condizioni mentre fuori, nella località turistica di Cancùn dove Albina e Laura si trovavano in vacanza da lunedi 10 ottobre, imperversava l'uragano... Dopo decine e decine di inutili tentativi, lunedi siamo riusciti a sentire le loro voci. E' stato emozionante anche se già sapevamo che l'uragano stava lasciando gradualmente la loro area tra mille devastazioni e le nostre ragazze erano saldamente al sicuro già dal giovedi precedente».
Albina e Laura sono state ricoverate dalle autorità messicane poche ore prima dell'arrivo dell'uragano a Cancun in un bunker di sicurezza riservato ai turisti ed ai diplomatici stranieri.
«Non abbiamo avuto contatti per due giorni - racconta il padre di Albina - poi qualche raro messaggio ci ha fatto capire che le nostre due ragazze erano sane e salve. Siamo riusciti a metterci in contatto con l'ambasciata italiana a Città del Messico. E la conferma che Albina e Laura erano ricoverate in piena sicurezza nel bunker di Cancun è arrivata anche da un funzionario della nostra ambasciata a cui dobbiamo la massima riconoscenza per l'impegno dimostrati».
Paolo Calvi