Riparte la caccia alla Juve
TORINO. Il contropiede della Sampdoria. Fabio Capello non si preoccupa né del big match di sabato con il Milan e neppure del prossimo impegno di Coppa con il Bayern. L'allenatore dei record sceglie la filosofia del 'qui e ora": l'avversario di turno è la Samp, quindi su quella ci si concentra. Naturalmente con un pizzico di scaramanzia. Una sconfitta come quella dello scorso anno? Perché no, se poi il risultato finale è lo stesso... E mentre Capello mette in mostra la sua quasi irritante impassibilità, Carletto Ancelotti non si nasconde dietro la pretattica: il suo Milan affronterà la trasferta di Empoli con Vieri e Gilardino, avrà Inzaghi in panchina e concederà un turno di riposo a capitan Maldini. Mancini tenterà di non interrompere la striscia positiva e non perdere contatto con le due di testa affrontando la Roma con Recoba e Cruz. Mancini ha convocato anche Adriano, ma anche se l'infortunio è meno grave di quanto si pensasse difficilmente deciderà di rischiarlo.
«Non mi fido della Samp, è una squadra molto temibile in contropiede, che attacca subito le fasce, molto più redditizia in trasferta, come dimostrano i numeri». Che, secondo il tecnico, avrà un incentivo in più: battere la Juve per entrare nella storia (fischio d'inizio ore 20.30). Fabio Capello dunque fa il sornione, dall'alto della sua classifica si permette anche il lusso della banalità: «I record sono fatti per essere battuti - risponde sorridendo a chi gli chiede dei record juventini -, e poi si batteranno ancora, e ancora. E' una storia infinita, che però si esaurisce nell'episodio in sé. Conta solo arrivare in fondo». E la Juve dei record come reagirà all'assenza di un big come Vieira, che questa sera non sarà in campo, come Ibrahimovic?
«Quanto valga e quanto conti Vieira per la squadra è ormai dimostrato a tutti - ammette Capello -. Ma noi siamo una squadra e dobbiamo funzionare al massimo anche senza di lui». Spazio quindi a Del Piero e Trezeguet, e sopratutto a Mutu, che potrebbe essere l'uomo nuovo di questa fase di campionato. Sul fronte societario ieri la Juve ha approvato il bilancio 2004/2005: un po' meno 'rosso" (3 milioni di perdite contro i 18,5) rispetto a quello precedente, ma comunque lontano dal pareggio. Il presidente Franzo Grande Stevens si è trincerato dietro a un laconico «no comment» sul futuro dell'amministratore delegato Antonio Giraudo.
Qualche problema in più per Carlo Ancelotti nella trasferta di Empoli, soprattutto in difesa: per dare un turno di riposo a Maldini il tecnico rossonero sarà costretto a schierare al centro dello schieramento difensivo la strana coppia Costacurta-Simic. Inzaghi andrà in panchina, Gattuso e Pirlo dovrebbero essere confermati a centrocampo come Seedorf, con Rui Costa dietro a Vieri e Gilardino. Sulla cui prestazione Ancelotti vuole non nutrire dubbi: «Nessuno dei due ha bisogno di aiuto - dice il tecnico -. Non li vedo depressi o psicolabili, semplicemente a volte riescono a dare il meglio, altre no. Come tutti».
Roberto Mancini, dal canto suo, non può che giocare il ruolo dell'outisider di lusso, alla finestra in attesa dello scontro diretto fra Juve e Milan. Contro la Roma si affida a Recoba e Cruz (con Adriano che va in panchina), oltre che alla tradizione: l'ultima vittoria della Roma contro i nerazzurri è questione di un decennio fa. Ma il tecnico nerazzurro non può sottovalutare l'avversario: «La Roma ha dei calciatori straordinari e sarà una gara difficilissima - riflette -, che non può essere affrontata con sufficienza. Ha cambiato allenatore, Spalletti è molto bravo, ha solo bisogno di tempo per dare una fisionomia alla squadra».
Grandi cambiamenti rispetto a Udine non dovrebbero essercene: Figo potrebbe tornare a destra con Solari sulla fascia opposta, e dietro di lui Favalli. «Anche perché - sorride Mancini - è meglio non pensare a qualcosa di particolare. Ogni volta che lo faccio le cose vanno male...». Stuzzicato sull'affaire Cassano Mancini glissa: «A tutti gli allenatori piacciono i calciatori bravi come lui. Penso che se una squadra importante come l'Inter volesse prenderlo avrebbe la possibilità di farlo. In ogni caso uno come lui non può essere una quinta punta».
Grandi a parte, questo turno infrasettimanale offre altri spunti: la Fiorentina soprattutto, che con il Siena dovrà dimostrare di essere la quarta forza del campionato.