«Fermate la caccia». Storace dice di no

ROMA. «Sul tema della caccia, Stato e Regioni marciano su una linea condivisa, ora bisognerà vedere cosa farà l'Europa perché non c'è spazio per protagonismi individuali». Secca e perentoria è la posizione di Francesco Storace, ministro della Salute, che cosi si è espresso ieri sera, al termine dell'incontro con una delegazione di assessori regionali. Ma le parole del ministro sono state subito smentite da cinque regioni del Centro le quali invece chiedono lo stop della caccia ai migratori.
Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania e Puglia sono quindi contrarie alla linea di Storace. Ieri mattina il ministro ha infatti firmato l'ordinanza che vieta temporaneamente l'utilizzo dei richiami vivi. Ma la caccia resta aperta e in Italia le doppiette continueranno a sparare.
La decisione è stata presa durante la riunione con la task force organizzata proprio per far fronte al virus dell'influenza aviaria. Erano presenti i rappresentanti delle associazioni venatorie, ambientali (Wwf, Lipu e Legambiente) del Corpo forestale dello Stato, del Centro di referenza per l'influenza aviaria e di animali selvatici. Alla fine della riunione è stato deciso solo il blocco dell'utilizzo dei richiami vivi nella caccia alle anatre e alle pavoncelle che volano nei nostri cieli in questo periodo di migrazione. Il ministro ha inoltre annunciato l'arrivo di un'altra ordinanza con la quale si chiede ai sindaci di avviare una serie di controlli anche nei pollai, quelli domestici, presenti in molte campagne italiane, al di fuori dei grandi allevamenti industriali.
Ma per il divieto totale della caccia Storace si è riservato di confrontarsi con i rappresentanti dell'Unione Europea durante l'incontro che si terrà domani e venerdi a Londra. «Non bisogna dare risposte ideologiche», ha detto Storace, «ma scientifiche». Secondo il ministro ci sarebbero molti dubbi scientifici che penderebbero su una eventuale decisione di stoppare l'attività venatoria.
Immediate le reazioni degli animalisti che hanno subito attaccato Storace sostenendo che è «preda» dei cacciatori. I responsabili della Lav hanno diffidato il ministro e chiedono di disporre immediatamente il divieto di caccia su tutto il territorio nazionale. E anche Legambiente critica fortemente l'atteggiamento di Storace. «La sua è solo una mezza decisione», ha detto Francesco Ferrante, presidente di Legambiente che ha partecipato alla riunione con gli altri esperti.
Contro la posizione di Storace si è schierato anche il senatore Ds, Stefano Passigli: «Credo che se il virus si manifesterà in Italia, il ministro Storace sarà responsabile di una evidente omissione di atti d'ufficio. Mentre la caccia è stata sospesa dai paesi in cui si è verificato l'infezione del virus aviario e dopo che persino il commissario europeo Frattini si è espresso a favore della sospensione, il governo italiano prende invece una strada opposta mettendo a rischio la salute dei cittadini».
Tra i soddisfatti spicca invece l'Arcicaccia: «Finalmente un provvedimento serio che fa piazza pulita delle strumentalizzazioni di una certa politica e di un eccesso di allarmismo che su queste problematiche ha innescato una cattiva informazione», ha detto Marco Ciarafoni, presidente del consiglio nazionale dell'organizzazione. Della caccia si parlerà anche oggi, al convegno organizzato a Roma dall'Istituto nazionale per la fauna selvatica.