E le case sono prese di mira dai ladri
CANDIA.Terzo furto fra le mura di casa nel giro di pochi mesi: Massimo Savio, consigliere comunale e pilastro della compagnia teatrale dialettale I Magatlòn, è furente: «Non voglio trasformare la mia abitazione in una prigione.
Non metterò le inferriate alle finestre, ma l'antifurto, a questo punto, si». Venerdi mattina la sua casa di via Solferino è stata presa di mira dai ladri, che si sono intrufolati da una finestra al pianoterra. Oltre a 200 euro in contanti, i malviventi hanno rubato collanine, medagliette e bracciali in oro, e un libretto degli assegni.
«Hanno portato via persino il passaporto scaduto di mia moglie, che era un ricordo del nostro viaggio di nozze e che da 16 anni non era stato più usato», spiega lo stesso Savio.
Per la terza volta, il consigliere comunale ha subito una visita indesiderata dei ladri: «Purtroppo, non si tratta di un caso isolato: negli ultimi mesi anche altri cittadini hanno vissuto questa brutta esperienza - commenta Massimo Savio -. Ora spero che le forze dell'ordine siano più presenti nel nostro territorio comunale: da parte mia, non voglio mutare la forma della mia abitazione per farla diventare una prigione. Voglio aprire le finestre quando c'è il sole e rientrare senza trovare la casa svaligiata: credo che sia un diritto sacrosanto di ogni cittadino».
Al di là del furto, Savio interviene anche nel caso delle gomme forate alla scuola media. «Forse, e qui parlo anche come genitore, servirebbe una più efficace collaborazione delle famiglie - spiega -. Gli autori di questi atti vandalici sono ragazzi conosciuti, giovani che sono già stati bocciati e che spesso marinano la scuola dell'obbligo: perché i genitori non intervengono per farli rigare diritto? Personalmente, sono molto amareggiato: Candia dovrebbe ritrovare la tranquillità perduta da tempo: sfortunatamente, più il tempo passa, più le cose peggiorano». (u.d.a.)