Le partenze per le ferie rallentano la corsa ai saldi
PAVIA. Prosegue, tra difficoltà e aspettative, la caccia all'offerta di stagione. I saldi hanno rappresentato una vera boccata di ossigeno per acquirenti e commercianti, che sperano ancora di rifarsi dalle magre vendite dell'anno trascorso. Ma dopo il vero e proprio boom di vendite registrate nell'avvio degli sconti e offerte speciali la tendenza sembra essere quella di un ennesimo calo delle vendite.
Soprattutto nell'ultima settimana sembra avere inciso particolarmente il clima vacanziero e le partenze per le ferie di molti pavesi. Cosi si spopola la città e con essa anche i negozi del centro, che ieri apparivano poco affollati nonostante che campeggiassero ancora sulle vetrine sconti e offerte consistenti.
«I primi giorni abbiamo lavorato veramente tanto, ora cominciamo a entrare nella fase delle partenze dalla città - lamenta Tiziana Gallina del negozio di abbigliamento di Corso Cavour 'Marlboro Classic" - continuiamo però a praticare sconti del 30% su tutta la merce, e tutto sommato esiste una clientela fissa e affezionata che ne approfitta».
Ed è proprio nel momento di nuovo calo nelle vendite che tornano alla ribalta questioni mai risolte come quella dei parcheggi in centro, di cui i commercianti lamentano la mancanza. E' questo il parere di Vittorio Germani, titolare del negozio di abbigliamento omonimo sempre in corso Cavour: «La chiusura di Piazza Botta ai parcheggi fa sentire ancora i suoi effetti negativi. In questo periodo di saldi lavora solo chi vende firme e marchi, perché nel settore dell'abbigliamento sono i capi che si vendono sempre e comunque, nonostante la crisi. Il vero problema è che mancano i soldi, la gente preferisce non spendere».
C'è anche chi i saldi preferisce non farli, perché li considera un modo ingiusto di vendere merce di qualità. Come le sorelle Alessandra ed Erika Rinaldi, della camiceria «Cignoli»: «La politica di questo negozio è da tantissimi anni di non praticare sconti particolari. Solo negli ultimi anni abbiamo cominciato a mettere in saldo qualcosa, ad esempio quando restavano poche taglie di un articolo. Troviamo ingiusto che un cliente trovi lo stesso capo dopo poche settimane ribassato del 50% o addirittura del 70%. Ma vista la crisi che spinge la gente a risparmiare, un po' di sconto lo facciamo sempre, ma nel modo giusto».
Al negozio di intimo «Intimissimi» dicono invece di avere venduto quasi il 95% della merce e i saldi proseguono con ulteriori sconti. Soddisfatta per il lavoro svolto la dipendente del negozio Michela Meloni, che spiega cosi il segreto del «successo»: «Il nostro negozio pratica già in partenza prezzi accessibili, anche nel periodo senza saldi. Il cliente ha come l'impressione di comprare al mercato, ma qui trova l'assistenza tipica del negozio, con i camerini dove è possibile provare i capi e personale che aiuta nell'acquisto. L'intimo va ancora molto di moda. I nostra clienti sono uomini che donne, dai 15 ai quarant'anni».
Maria Fiore