La storia della Califfa al Teatro di Verdura
MILANO.Ecco i principali appuntamenti previsti questa settimana nei luoghi teatrali milanesi.
La califfa.Uscito nel 1964, è la vicenda tratta dal secondo romanzo di Alberto Bevilacqua. Storia simbolica degli anni Sessanta, testimonia splendori e miserie di quel miracolo economico 'di provincia", che fu un fenomeno tutto italiano e che entrò profondamente nella società, nei costumi, nella morale, attraverso la storia di Irene Corsini, la slandra, la bella ragazza proletaria libera, istintiva, incapace di compromessi, che diventa l'amante di Annibale Doberdò, l'industriale più in vista della città.
Contro questa relazione amorosa cosi fuori dagli schemi, che mescola imperdonabilmente borghesia e proletariato, ipocrisia benpensante e schiettezza popolare, si armano tutti i potenti cittadini. Ma solamente la morte improvvisa riuscirà a stroncarla. Con Lucilla Giagnoni, Roberto Ciufoli, Viola Pornaro, Gianluca Ferrato; regia di Alessandro Benvenuti. In scena questa sera alla Biblioteca di via Senato.
F.A.M.E.Giancarlo Cauteruccio porta in scena un suo poemetto in cui affronta il tema della morbosa attrazione per il cibo in una chiave dichiaratamente autobiografica. La sua fame, condizione disperante, rifugio, luogo poetico e creativo ad un tempo, diviene occasione per sondare la condizione di disagio del mondo contemporaneo e le sue molteplici. Solo in scena, affiancato dai suoi fantasmi e dai suoi sensi, il regista/attore affronta lo smembrarsi del tempo, dei fatti, dei luoghi, affidando alla sua lingua madre, il calabrese, questa messa in gioco di tutto il suo corpo, fisico e teatrale. Con Giancarlo Cauteruccio. Oggi all'ex Paolo Pini.
Un cappello Borsalino.Una lezione sulla storia di una famiglia italiana, i Borsalino di Alessandria, ed un percorso nella filosofia di un cappello. Ecco allora gli inizi, quando Giuseppe va in Francia ad imparare il mestiere; ecco i primi capricapo; ecco il successo (sul grande schermo posizionato in fondo al minipalcoscenico scorrono immagini di divi e personaggi, da Al Capone a Humphrey Bogart, con il Borsalino in testa); ecco la produzione industriale, le operaie, il viaggio a Melbourne, i primi scioperi, le testimonianze di chi ha vissuto quell'esperienza... Ecco, insomma, un pezzo di storia italiana. Con Ombretta Zaglio. In scena domani sera alla Biblioteca di via Senato. (f.c.)