La giunta supera lo scoglio Affronti
VOGHERA. Pronti, via: il primo consiglio comunale del secondo mandato Torriani parte con le scintille. Un Paolo Affronti in assetto da battaglia spara a zero sulla compatibilità, sulle nomine degli assessori, sulle surroghe. E la maggioranza non fa una piega: tira diritto per la sua strada.
Alle nove suona la campanella che apre il consiglio, alle nove e uno Paolo Affronti sta già sparando ad alzo zero.
«Cosa ci fa Daniele Salerno seduto al posto del presidente? In attesa della nomina, quel posto è del consigliere anziano, ovvero il più votato della maggioranza». Tutti si voltano a cercare Delio Todeschini, recordman delle preferenze in Forza Italia, ma Todeschini non è in aula. «E' la seconda volta che lo fa - rincara la dose Affronti -. Si candida, si fa votare, poi rinuncia al consiglio per restare all'Asm. Bel rispetto per chi lo ha votato». Salerno non ci sta ad incassare, minaccia Affronti di espellerlo dall'aula, poi tira diritto verso la convalida degli eletti. Scatta la seconda parte della bagarre: Affronti attacca su compatibilità e eleggibilità: «Ci chiedete di votare a scatola chiusa un consiglio comunale senza dirci se chi ha incarichi incompatibili si è dimesso. Non va bene: si voti per ogni singolo consigliere». Dai banchi di Forza Italia Giuseppe Gorini sbotta: «Signor Affronti, la pianti, sono trent'anni che rompe...» Affronti non fa una piega: «Sono 35 anni, prego». Interviene il segretario comunale che precisa che la ratifica dell'elezione si deve dare su tutto il consiglio. Casomai, in seguito, si faranno eccezioni di compatibilità davanti al giudice. E qui sbotta Giannino Gatti dei Ds: «Ma come, votiamo per tutti o votiamo contro anche per chi è sicuramente compatibile?». Il voto ferma la bagarre e il consiglio viene confermato. A questo punto si tratta di eleggere il presidente del consiglio comunale. La maggioranza ha trovato un accordo sull'assessore uscente Giancarlo Gabba e Giancarlo Gabba viene eletto. Il centrosinistra e il gruppo Civica-Rifondazione votano compatti per Graziella Zelaschi, ma i numeri sono i numeri e la candidata salta. Giannantonio Pozzoli media: «Se anche la maggioranza votasse la vicepresidenza all'opposizione sarebbe un bel segnale per avviare la legislatura nel senso della collaborazione». Il centrosnistra non accetta l'apertura e ribatte: «Abbiamo una nostra candidata, votiamo per la nostra candidata». In maggioranza nemmeno una piega: i numeri sono i numeri e anche il vicepresidente può essere eletto senza problemi. Si fa il nome di Giannantonio Pozzoli, ma lui fa cenno di no con la testa, si alza, va alle spalle del sindaco e mentre gli parla continua a fare di no con la testa. Non accetta la candidatura. «Sono stato io a proporre un vicepresidente dell'opposizione - spiega - non posso essere il candidato se l'opposizione rifiuta. E' una questione di stile e correttezza». Cinque minuti di sospensione e la maggioranza trova il sostituto: Romano Ferrari, consigliere comunale alla prima esperienza ma super-votato, passa alla seconda votazione con tutta la maggioranza compatta. Il resto è una formalità tecnica: il sindaco presenta i suoi assessori e l'aula vota (sempre all'unanimità) le surroghe dei consiglieri comunali che subentrano agli eletti che vanno in giunta. Uno per uno, per evitare che la minoranza uscendo dall'aula possa far mancare il numero legale.