I vicepremier forse Buttiglione e Castelli


ROMA. Il grande lavoro, che alla fine si potrebbe ridurre ad un semplice rimpasto, è quasi ultimato. Sembrava già tutto fatto ma a sorpresa Silvio Berlusconi annuncia ai cronisti che per conoscere la «nuova» squadra di governo bisognerà attendere ancora qualche ora.
Impegnato in un vorticoso giro di incontri e telefonate (ieri a tarda sera con Fini), il premier sta limando la lista che dovrà essere portata al Capo dello Stato. Le novità dell'ultima ora indicano che sarebbero due o tre i vicepresidenti del consiglio. Secondo le indiscrezioni circolate ieri, Gianfranco Finipotrebbe essere affiancato da Giulio Tremontiche dovrebbe andare ad occupare la casella lasciata vuota da Marco Follini. Ma è difficile immaginare che il predecessore di Domenico Siniscalcopossa convivere a palazzo Chigi con il leader di An che la scorsa estate ha preteso ed ottenuto la sua testa. Più probabile che Berlusconi cerchi di avere come suoi vice, oltre a Fini, un esponente della Lega e uno dell'Udc. Rocco Buttiglione, che è in corsa per sostituire Sirchiaalla Sanità, potrebbe fare il suo ingresso a Palazzo Chigi se il ministero della Salute sarà occupato dall'ex governatore del Lazio, Francesco Storace.
Per quanto riguarda gli altri ministri, nell'elenco del premier le novità si limiterebbero a qualche ingresso e a pochi spostamenti. La questione più spinosa è sempre quella del ministero delle Riforme che, stando alle voci provenienti dal Carroccio, dovrebbe rimanere a Roberto Calderolinonostante l'irrigidimento di Fini che vorrebbe togliere a Bossi quello che è divevtato il ministero-simbolo dei lùmbard. La trattativa, condotta in prima persona da Berlusconi, sarebbe ancora in corso e tra le ipotesi allo studio resisterebbe quella secondo cui il premier alla fine potrebbe prendere l'interim. Ma è davvero difficile pensare che la Lega possa rimanere al governo senza la sua amata devolution.
Al di là delle riforme, ci sono questioni poste anche dalle possibili uscite dalla squadra di governo che sarebbe comunque definita. Ieri Berlusconi ha ricevuto a palazzo Grazioli i ministri in uscita Antonio Marzano(Attività produttive), Girolamo Sirchia(Sanità) e Giuliano Urbani(Beni culturali). A sostituire gli ultimi due (che ieri hanno salutato i loro collaboratori nei rispettivi ministeri) potrebbero essere Storaceche è in corsa per la Sanità insieme a Buttiglionee Claudio Scajola, che andrebbe alle Attività produttive e lascerebbe la poltrona di ministro per l'Attuazione del programma al socialista Stefano Caldoro. Ma a puntare al ministero di via Veneto è anmche Gianni Alemannoche potrebbe lasciare le Politiche agricole al suo compagno di patrtito Adolfo Urso.
Ai Beni culturali dovrebbe atterrare Giorgio La Malfamentre per Giuliano Urbanisi è sempre parlato di un futuro incarico da presidente della Rai.
Quasi certa è la promozione di Michele Vietti. Se il pressing per convincere il Cavaliere a sfilare almeno un ministero alla Lega andasse in porto, Roberto Castellipotrebbe essere costretto a lasciare la poltrona di Guardasigilli (per andare a fare il vicepremier in quota Lega) che potrebbe essere occupata proprio da Vietti, attuale sottosegretario alla Giustizia, in corsa anche per fare il viceministro dell'Economia.
A correre per la poltrona dei Beni culturali sono anche i forzisti Antonio Martusciello e Ferdinando Adornato. Per Gianfranco Miccichè(Fi) c'è invece la prospettiva di diventare titolare di un nuovo ministero dei Trasporti, che si pensa di creare con un distacco dalle Infrastrutture, dove dovrebbe rimanere il tecnico Pietro Lunardi. Nel governo potrebbe trovare posto anche Gianni De Michelis

Gabriele Rizzardi