Jessy, 45 giorni da sola sull'isola devastata
PORT BLAIR (India).La grande onda sterminatrice del 26 dicembre ha trascinato in mare tutti, il marito, il figlio di un anno, amici, parenti, genitori, tutti; ma lei, rimasta sola nella piccola isola di Pillopanja, nell'arcipelago indiano delle Andamane, ce l'ha fatta, è sopravvissuta a tutto, anche alla disperazione, e per 45 giorni si è cibata solo dei frutti che la natura le offriva.
La giovane Jessy, che ha 18 anni, è stata ritrovata mercoledi, ma ne ha dato notizia solo ieri la polizia della vicina isola di Campbell Bay. Le isole Andamane, insieme alle Nicobare, sono territorio indiano. Ma l'India continentale è lontana, dall'altra parte del Golfo del Bengala, distante circa 1.200 chilometri. Le Andamane sono state le prime su cui l'onda è piombata e hanno pagato un tributo di migliaia di vittime: 1.900 morti accertati, 5.550 dispersi, che il mare non restituirà mai più: 7.450 vittime. Un uomo di nome Michael nei giorni scorsi è tornato sull'isola di Pillopanja, una delle più piccole e più colpite dell'arcipelago, e ha trovato Jessy, sola, denutrita, massacrata dagli insetti e gravemente ammalata, sdraiata su una spiaggia. «Michael l'ha scoperta sulla riva ed ha avvertito l'equipaggio del battello che lo aveva portato là», ha detto il capo della polizia di Campbell Bay. Jessy ha raccontato di essere sopravvissuto fuggendo nella foresta quando l'onda è arrivata. Ma quando ne è uscita, dopo parecchi giorni, tutto il suo mondo era stato trascinato in mare per sempre e i sopravvissuti di Pillopanja erano stati evacuati. Era sola. Ma ha lottato per vivere e si è cibata di noci di cocco, di frutti dell'albero del pane, bevendo la poca acqua dolce che riusciva a trovare.