Cupertino «Sono indignato»
ROMA.«Come è possibile tacciare di essere un mercenario una persona come Fabrizio Quattrocchi che è deceduto dando lustro a tutta l'Italia?». Con questa domanda retorica Maurizio Agliana, in una intervista trasmessa già l'altra sera da Sky Tg24, ha voluto esprimere tutta la sua condanna all'ipotesi formulata dalla magistratura di Bari su quella che avrebbe potuto essere la natura della presenza in Iraq dei quattro italiani rapiti il 13 aprile scorso. Duri anche i commenti degli altri due ostaggi, liberati con Agliana il 9 giugno durante un blitz incruento delle forze Usa.
«Sono dispiaciuto e indignato - ha detto Umberto Cupertino, di Sammichele di Bari - il nostro lavoro in Iraq ci porta ad operare per la salvaguardia delle vite umane». Il reclutamento di Cupertino è proprio l'episodio da cui ha preso le mosse l'inchiesta della procura del capoluogo pugliese. Salvatore Stefio, ha dal canto suo ripetuto categorico: «Non siamo mercenari, il nostro lavoro era ed è operatori della sicurezza ravvicinati».
I tre uomini continuano, insomma, a spiegare di essere stati ingaggiati insieme a Fabrizio Quattrocchi per lavorare come guardie del corpo dei molti uomini d'affari in Iraq per firmare i contratti sulla ricostruzione.