Discussione-maratona per il voto sullo statuto
MOTTA VISCONTI.Sono state approvate dal consiglio comunale le modifiche allo statuto comunale con il si della maggioranza e il no della lista di minoranza Centrodestra per Motta, mentre l'altra lista di minoranza Noi per Motta ha deciso di uscire dall'aula. E' toccato al capogruppo della lista di maggioranza Carlo Bianchi illustrare le modifiche allo statuto comunale: «La bozza del nuovo statuto comunale, affidata ad una commissione specifica, era stata completata in un primo tempo per essere presentata in consiglio nel settembre del 2000, e invece è stata tenuta nel cassetto fino al 2002, quando vinte le elezioni Motta per la libertà (gruppo del quale faceva parte anche la Lega Nord) ha rimesso le mani al testo, eliminando le norme garantiste che tutelavano le opposizioni e rendendo quasi impercettibile la partecipazione dei cittadini». Bianchi ha ricordato, per esempio, che lo statuto modificato nel 2002 imponeva la certificazione di un pubblico ufficiale alle raccolte di firme per le petizioni, «per scoraggiare la cittadinanza». Altro esempio citato da Bianchi, la mancata 'precedenza" ai consiglieri di opposizione nelle commissioni di indagine: «Il 10 settembre del 2002 i consiglieri dell'allora maggioranza si sono votati il loro statuto - ha sottolineato Bianchi - i nostri consiglieri per protesta sono usciti dall'aula e non hanno partecipato al voto. L'arroganza non ha pagato, perché poi quella giunta è stata spazzata via dal giudizio degli elettori. Ora, grazie al consenso dei cittadini, ci possiamo permettere di porre rimedio alle scelte fatte allora. Assieme ad alcune norme tecniche che sono state inserite nello statuto per aggiornarlo alle normative vigenti, approviamo alcune proposte ed emendamenti che sono stati respinti allora, comprese quelle a tutela dell'opposizione, anche se oggi le parti si sono invertite». Bianchi ha poi letto le varie proposte di modifica, tra cui quella in merito al fatto che il Comune, nell'ambito della tutela dei cittadini, vieta l'installazione di fabbriche inquinanti sul territorio di Motta e proibisce il transito di furgoni e di mezzi che contengono materiale radioattivo. Inoltre altre modifiche riguardavano la possibilità di convocare consigli comunali aperti al pubblico anche in via non eccezionale, oppure il fatto che il presidente della commissione d'indagine debba essere un membro dell'opposizione. In seguito, dopo l'elenco delle modifiche proposte allo statuto, è toccato agli interventi dei rappresentanti dell'opposizione. In particolare il consigliere di minoranza della lista di Centrodestra per Motta Citro ha dichiarato che a suo giudizio vi è un vizio di legittimità in merito alla proposta di modifica in cui si dice che debba essere il Comune ad impedire all'accesso sul territorio di Motta di camion che trasportano materiale radioattivo: a guidizio di Citro, infatti, se la Costituzione dice che lo Stato è competente in materia ambientale, come si può prevedere nello statuto che su queste cose possano essere decise dai cittadini? La parola è poi passata al consigliere Bertolazzi che ha chiesto il voto punto per punto sulle modifiche proposte dallo statuto comunale. La lista di minoranza Noi per Motta ha annunciato la rinuncia al voto: «Usciamo dall'aula in quanto a nostro giudizio deve essere una commissione apposita a valutare le modifiche allo statuto comunale». (s.t.)