Bryant se la cava: niente carcere, pagherà in dollari
WASHINGTON.Kobe Bryant se l'è cavata: la ragazza che accusava il fuoriclasse del basket di averla violentata in una camera d'albergo del Colorado ha rinunciato a portare avanti l'azione legale. La ragazza non vuole che sia discusso in aula il suo passato sessuale. Cosi Bryant, che rischiava minimo 20 anni di carcere, se la caverà con un risarcimento. «Sono stato infedele a mia moglie, ma non ho commesso alcun reato», si era sempre difeso l'asso dei Lakers. La presunta vittima, una diciannovenne che lavorava come receptionist nel lussuoso albergo del Colorado dove Bryant stava pernottando in attesa di un intervento chirurgico ad un ginocchio, sosteneva di essere stata stuprata: si era recata di sua volontà nella camera del campione ma il rapporto sessuale era avvenuto con la forza. Gli avvocati di Bryant avevano adottato una tattica molto aggressiva, rivelatasi poi l'arma vincente: crisi despressive, tentativi di suicidio e un rapporto sessuale della vittima con un altro uomo nelle ore successive al presunto stupro provato da un test del Dna. Situazioni per le quali i legali di Bryant riuscivano ad ottenere dal giudice il consenso alla presentazione in aula. Di qui la resa. «La pressione psicologica subita da questa giovane donna è indescrivibile», ha spiegato uno dei suoi legali. «Mi scuso con la ragazza coinvolta in questa vicenda. Mi scuso per il mio comportamento quella notte e per le conseguenze da lei subite nel corso degli ultimi mesi - ha detto Bryant leggendo una dichiarazione preparata dai suoi avvocati - Ho adesso realizzato che il suo punto di vista di quello che è accaduto era diverso dal mio e che lei fosse sinceramente convinta di non aver dato il suo consenso al rapporto».