Corte dei Conti: il Dpef non è credibile
ROMA. Meglio una Finanziaria anche «imperfetta» purchè «condivisa» con le parti sociali, ha detto il ministro dell'economia alle commissioni bilancio della Camera e del Senato riunite per l'esame del Dpef. Ma il documento ha incassato la netta bocciatura della Corte dei Conti, che l'ha definito non credibili per i troppi elementi di incertezza presenti. Il governatore Fazio, intervenuto a tarda sera, ha sostenuto che «la correzione dei conti pubblici, intrapresa con la chiarezza del quadro programmatico, presenterà difficoltà nella fase di realizzazione, ma è necessaria. Sarà positiva per la stabilità e lo sviluppo dell'economia nel medio termine, allorchè realizzata in coerenza con le linee indicate». «Nel 2004 - ha aggiunto - la crescita del prodotto non dovrebbe risultare fuori linea rispetto alla stima dell'1,2% indicata nel Documento di programmazione. L'espansione dell'attività dovrebbe risultare più sostenuta nel 2005».
Il governatore ha però avvertito: «il divario fra gli andamenti in atto fra i conti pubblici e gli obiettivi di equilibrio non può essere corretto in un solo anno. L'azione di risanamento dovrà proseguire negli anni a venire come pure delineato nel Dpef». Ed ha messo in guardia da facili illusioni sull'abbattimento del debito: «il rapporto fra il debito e il prodotto si ridurrebbe di soli 0,2 punti percentuali, al 106%, nonostante l'apporto delle previste dismissioni mobiliari, valutato in 19,5 miliardi».
Nel 2005 infine secondo il governatore «l'inflazione può scendere al di sotto del 2%».
E' stata una giornata dura per Siniscalco che ha incassato anche un certo scetticismo da parte di Confidustria, che ha insistito per un taglio robusto dell'Irap, mentre ha rinviato il giudizio a quando si conosceranno in dettaglio le misure per realizzare i tagli per 24 miliardi previsti per la Finanziaria 2005.
Siniscalco nell'illustrazione del Dpef aveva confermato la volontà di procedere a dismissioni pari a 25 miliardi e alla cartolarizzazione della quinta tranche dei crediti Inps. Il ministro ha anticipato che qualche azienda andrà sul mercato, ma non ha voluto aggiungere di più perchè i dettagli potrebbero influenzare il mercato azionario. Sarà una finanziaria «imponente, ma fattibile, necessaria e non indolore» e consentirà «una scossa alle crescita per sostenere i consumi, aumentare la competitività e l'occupazione, accrescendo innovazione e investimenti».
Siniscalco ha confermato che ci sarà una decurtazione delle tasse che caleranno in due anni e la riforma fiscale sarà completamente coperta: «Non sono d'accordo con il dire che qualunque riduzione delle tasse sia benefica, anche se riducendo le tasse di un poco si può crescere un poco di più».
Non è convinta della bontà delle entrate la Corte dei Conti che rileva «elementi di incertezza sull'andamento del gettito», e commentando il Dpef, sottolinea come punto di debolezza «il rischio di una eventuale riapertura dei termini» del condono. In pratica, nella sua audizione, la Corte ha espresso le proprie perplessità sulle entrate da operazioni di accertamento e di controllo, cioè sulla capacità e volontà di fare una lotta all'evasione fiscale. Nel documento si legge che è consistente «il rischio di una eventuale riapertura dei termini delle sanatorie fiscali o del concordato preventivo di massa e della loro estensione all'annualità di imposta 2003». Neppure il settore delle privatizzazioni convince la Corte. L'entità del programma di privatizzazione si presta «ad interrogativi sulla sua effettiva fattibilità», ha detto Fulvio Balsamo, presidente della sezione che ha partecipato all'audizione. E ha spiegato:«La notevole dimensione del programma di privatizzazione da quasi 20 miliardi previsto nel Dpef per l'ultima parte di quest'anno si presta a interrogativi sulla sua effettiva realizzabilità».