Balene, accordo raggiunto per il divieto di caccia Il Giappone si è arreso
SORRENTO.Tra i due contrapposti blocchi di chi le balene le vuole difendere e chi invece ne vuole praticare caccia e pesca, a vincere è la balena grigia. Con la decisione di ieri al vertice dell'IWC (Commissione Baleniera Internazionale) riunito a Sorrento, infatti, la sopravvivenza del cetaceo del Pacifico occidentale non è più in discussione. La risoluzione sulla sua tutela, presentata da Gran Bretagna, Sudafrica, Belgio e Germania e approvata all'unanimità, allontana definitivamente la minacce di estinzione sui circa cento esemplari del mammifero rimasti al mondo. L'esito della vicenda è di fondamentale importanza: infatti, sono solo 23 le femmine in grado di riprodursi ancora in vita. Ad uscire sconfitto dal voto espresso ieri è invece il Giappone, l'unico Paese che per tradizione e cultura era interessato alla riapertura della caccia alle balene. A causa dell'ostruzionismo giapponese, le sorti del voto però sono stati a lungo in bilico. La mattinata registrava, infatti, il nuovo ricatto del Paese del Sol Levante che minacciava di ritirarsi dalla commissione qualore «i paesi schierati contro la caccia» fossero rimasti sulla loro posizione. In sostanza la richiesta era una deroga alla moratoria internazionale del 1988, che sanci l'entrata in vigore del divieto di pesca commerciale e di vendita della carne della balena. L'impegno del governo italiano ha dato un contributo attivo alla buona risoluzione della vicenda. «Accendere i riflettori internazionali sulla conservazione dei cetacei», ha detto il sottosegretario del ministero delle Politiche Agricole e Forestali Paolo Scarpa, «è una battaglia emblematica che raccoglie le energie internazionali su un simbolo della conservazione dei mari». La pesca, secondo il sottosegretario, va regolata «anche perché senza regole e conoscenze le risorse di esauriscono e l'economia che su di esse è basata rischia di crollare». Soddisfatto il WWF. La speranza ora che il risultato positivo incassato «possa servire per contrastare il progetto petrolifero della Royal Dutch Shell che prevede la costruzione di una piattaforma di perforazione a Sakhalin in Russia» e che rappresenta una minaccia per il mammifero. Nel frattempo altri segnali di allarme si registrano negli specchi d'acqua più rinomati dei nostri mari. Una balenottera comune è stata trovata morta, probabilmente a seguito di una collisione con una nave, nel cuore del Santuario dei cetacei nel mar Ligure, mentre nei mari di Sardegna, due capidogli, un delfino e una stenella sono deceduti negli ultimi giorni secondo le segnalazioni di Greenpeace. Proprio il tema dell'istituzione dei 'santuari dei cetacei" verrà affrontato dall'IWC: si annuncerà il consolidamento dell'area del Sud Pacifico e l'istituzionalizzazione di una nuova area nell'Atlantico meridionale.