Il segretario generale Priolo va in pensione
PAVIA.Quello di venerdi è stato l'ultimo Consiglio provinciale per il segretario generale Vincenzo Priolo, che a settembre andrà in pensione. Il presidente Silvio Beretta, che sei anni fa lo aveva portato all'ente di piazza Italia, ha voluto ringraziarlo a inizio seduta. Un ringraziamento ricambiato: «Sono riconoscente al professor Beretta, persona squisita e preparata».
Sessantatré anni, calabrese di Cittanova (nella piana di Gioia Tauro), Priolo va in pensione dopo 41 anni di servizio (compreso il riscatto della laurea), in gran parte svolto nella nostra provincia. «Vinsi il concorso nel '67 - racconta - ero nell'ufficio legale di un'assicurazione. Mio padre, segretario generale, insistette perché io ottenessi un posto fisso statale».
La sua carriera di segretario comunale inizia in Lomellina, a S. Giorgio e poi Pieve del Cairo. Parecchi anni dopo vince il concorso e diventa segretario generale. La prima destinazione libera è Melegnano. Poi si trasferisce a Rozzano. Alla sua permanenza a Rozzano è legato uno dei ricordi più forti della sua esperienza: «In Consiglio comunale c'era Franco Servello, di An, che contestò un errore nel verbale di un seggio elettorale. Io cercai di convincere il presidente del seggio a correggere l'errore, senza risultato. In Consiglio Servello minacciò di denunciarmi. Replicai che il Consiglio doveva andare avanti, e che avrebbe potuto fare ricorso. In seguito ci spiegammo».
Nel frattempo aveva scelto di vivere a Pavia: «Mi sarebbe piaciuto andare a lavorare in Liguria. Ma mi chiamò l'allora sindaco di Voghera, Carlo Scotti». Poi fu Beretta a volerlo. «Ho lavorato con giunte di destra e sinistra: ne vado orgoglioso». (l.si.)