C'ERA UNA VOLTA IL CALCIO


Ventiquattro anni dopo. Potrebbe essere il titolo del nuovo «noir» dedicato purtroppo agli scheletri celati nell'armadio, già tanto tarlato e scricchiolante, del nostro football, e cioè al ritorno sulla scena sportiva e giudiziaria del calcio-scommesse con puntate da capogiro. Non ci sono, per ora, né i calciatori né le società di primissima fila del 1980. Non gli Albertosi, i Giordano, i Paolo Rossi, né club come Milan e Lazio finiti allora in B. Gli storici della materia rammentano pure uno scudetto tolto, per questi bassi motivi, al Torino nel remoto 1927 e un ritorno di fiamma nel 1986, tradottosi in parecchi punti di penalizzazione per alcune squadre.
Insomma, uno scandalo che ciclicamente si ripete, con la camorra sullo sfondo, e che fa molto male al calcio nostrano già afflitto da guai strutturali: fortissimo indebitamento, caro-calciatori cronico, violenza ormai costante degli ultras, ombra del doping per giocatori renitenti al controllo incrociato sangue-urine, ecc. Tutto ciò alla vigilia di un campionato europeo in cui l'Italia ha buone chances, o forse aveva, perché l'effetto di rimbalzo di questo scandalo sarà pesante e perché le indagini coordinate dalla Dia non si esauriranno in pochi giorni.
Sono tuttora in corso i campionati di A e di B. Nel primo ci sono da definire, domenica, le retrocessioni e l'inchiesta della magistratura napoletana riguarda, con le perquisizioni di ieri e altro, tre club di A appena salvi, e cioè Lecce, Reggina e Siena. Proprio il presidente di quest'ultimo aveva sollevato domenica scorsa dubbi sulla trasparenza delle sconfitte di Milan e Roma contro Reggina e Perugia (tuttora in bilico). Proprio alcuni calciatori del Siena risultano indagati, con un ancora recente «ex» intercettato al telefono mentre annuncia risultati «combinati» puntualmente verificatisi la domenica appresso.
Stavolta è la magistratura ordinaria ad occuparsi del calcio-scommesse e non più soltanto quella sportiva come nell'80. Il primo commento a caldo è di un allenatore fra i più seri e ruvidamente schietti, Carletto Mazzone: «Chi non è degno di stare nel calcio, se ne deve uscire. Se c'è da dare una ripulita, è il momento di darla». Come non essere d'accordo? Il riemergere della melma delle partite «truccate», a danno dei club onesti, di spettatori e scommettitori, conferma che il livello generale della moralità si è ulteriormente abbassato. Nel calcio il valzer dei milioni e milioni di euro si è fatto vorticoso. Come la circolazione dei «veleni». Ieri l'anticipazione di un diktat di Murdoch, monopolista del calcio pay: bisogna «spalmare» le partite di A dal venerdi al lunedi sera. Una follia. Ma i milioni di Sky tengono in piedi i club maggiori.
«C'era una volta il calcio» si intitola il libro appena uscito di un giornalista molto serio, Lino Cascioli. Temo proprio che abbia ragione.

Vittorio Emiliani