Edimes, bisogna riprovarci
CASALECCHIO DI RENO (Bo). Si torna in campo, subito. Stasera alle 20.30, in diretta RaiSat e ancora nel tempio del PalaMalaguti. La Carisbo guida la serie 1-0. L'Edimes deve salvare la faccia. Dopo essersi beccata un sacco di legnate e parecchioscuorno . Squadra impresentabile in gara-1. Brutta roba i play off se ci arrivi senza entrare nella parte. Perché adesso è tutto diverso rispetto alla stagione regolare dove non più di una decina di partite si elevano dal tran tran della mediocrità. Travolta 20-8 nel primo quarto, maciullata dalle 20 palle recuperate dei felsinei, shakerata nella gestione dei ritmi sempre o quasi in mano altrui, Pavia ha toccato il fondo, ma si è macerata nei dubbi per 48 ore appena. Questo è il bello dei play off. Si gioca di nuovo. Con Bellina che, dopo un primo assaggio e a nemmeno un mese dalla frattura del pollice della mano sinistra, è pronto a tornare protagonista.
Via la delusione dagli occhi e dalla mente, dunque. Consapevoli che la Carisbo ammirata domenica per Pavia è una squadra imbattibile o quasi, non resta che togliersi la paura e gettarsi nella mischia. Non sappiamo cosa Martelossi potrà inventare in cosi poco tempo. Qualche correttivo però ci vuole. Pavia ha subito troppo nella prima partita. Bucci ha usato il bisturi della difesa per mettere ai margini Dixon. Un grande atto di umiltà da parte delle Vu nere quello di utilizzare Charles Smith, la propria stella, per la marcatura del folletto pavese. Un messaggio forte e chiaro. E' bastato un quarto di gioco, forse qualche cosa meno. Con il sistematico raddoppio di un lungo, Bologna ha fatto saltare il meccanismo rodato e un tantino monocorde del pick-and-roll pavese pronta a buttarsi a protezione dell'area sempre conservando reattività per intercettare gli scarichi. Con 6 recuperi nel primo periodo Bologna ha impedito che l'attacco avversario prendesse confidenza. E ogni azione, a quel punto, per Pavia è diventata una parete scoscesa da scalare. Non fatevi ingannare dalle percentuali, dall'enormità dei 27 tiri da tre punti falliti sui 33 tentati.
E' sciocco pensare che sarebbe bastato infilarne un terzo per avere tutt'altra partita. Difficile se non impossibile avere percentuali migliori se Carter, Gatto e Gil tirano dall'arco lo stesso numero di volte di Dixon. Controllare il tabellino per credere badando bene che degli otto tentativi di Malik ben tre (con due realizzazioni) sono arrivati negli ultimi 120 secondi. Una situazione troppo evidente per pensare a un caso. Bologna ha orientato l'attacco di Pavia che, di conseguenza, è rimasta travolta dai marosi di una partita per lei illeggibile. Le carte a disposizione per cambiare registro non sono molte. Confermato che Smith è un asso inarrivabile e che Bucci si preoccupa solo di distillarne il meglio mettendolo a sedere per anticiparne le pause (fantastici i 28 punti ottenuti in 27'30"), Pavia non potrà vivere solo di alternanze difensive tra la «uomo» e la «zona». Chissà che un'idea non possa essere il pressing a tutto campo ad esempio su Brunson e McCormack, una cabina di regia talmente silenziosa da far sovvenire sospetti di efficacia. In gara-1 Pavia è andata in difficoltà pure sul piano dei centimetri. Emblematica la marcatura Conte-Li Vecchi che Martelossi ha poi tentato di aggiustare nello scambio sistematico con Gregory in partenza impegnato su Smith. Tanti indizi per provare un dato di fatto: a meno di un calo di Bologna, Pavia il faccia-a-faccia non può più permetterselo.