Roma stop, Milan gode
ROMA. Mai un pareggio in un derby è stato cosi amaro per i giallorossi e cosi dolce per i biancocelesti. L'1-1 dell'Olimpico soffoca le speranze della Roma di soffiare lo scudetto al Milan in volata, sapere che è stata la Lazio a procurare questo dolore ai cugini è forse la gioia più grande dei tifosi di Corradi e compagni. Proprio il centravanti ha portato in vantaggio i biancocelesti, il pareggio di Totti ha fatto salire la Roma a -8 dai rossoneri. «Un gran vantaggio» l'ha definito Adriano Galliani che compensa cosi la tristezza provata «restituendo il trofeo della Champions league alla Uefa». «Lo scudetto è più vicino», ha aggiunto il sempre cauto Carlo Ancelotti. La realtà è che con sole quattro partite ancora da disputare solo la matematica non condanna la Roma.
Solo qualche isolata scaramuccia e le solite polemiche contro l'arbitro. Come bilancio non c'è male dopo le false notizie, l'invasione di campo e gli scontri del 21 marzo. Sul campo la Roma avrebbe avuto bisogno di un uomo di peso in avanti. Mai come stavolta Capello avrà rimpianto quel Morientes che ha chiesto più volte e che invece è andato a fare (in prestito) le fortune del Monaco. La Lazio invece continua a sentirsi perseguitata dagli arbitri. «Quello fischiato era il meno rigore di tutta la partita» ha detto Roberto Mancini commentando il fallo di mano di Corradi. Il tecnico della Lazio se l'è presa anche con Beppe Bergomi che durante la telecronaca ha sostenuto che il rigore era netto: «Hai detto una fesseria». Ma l'arbitro ha visto bene il braccio di Corradi allungarsi sul colpo di testa di Totti e la coscia (non il braccio) di Emerson fermare il tiro di Lopez. Giusta anche la doppia ammonizione a Liverani per due falli inutili su Totti. La Roma gioca per un tempo come se fosse una partita qualunque. Nella Lazio Fiore è poco ispirato, ma Corradi si batte come un leone e al 40' segna: Muzzi crossa, Zauri rimette in mezzo con una rovesciata e il tocco sporco del bomber batte Pelizzoli. Nella ripresa arriva il pareggio di Totti dal dischetto per il fallo di Corradi. Dopo il gol il capitano della Roma festeggia improvvisandosi cameraman e inquadrando i tifosi con una telecamera a bordocampo. Dieci minuti dopo il capitano sfiora la doppietta con una splendida punizione su cui Peruzzi vola a deviare in calcio d'angolo. Il resto è una pressione sterile della Roma. «Io allo scudetto ci credo ancora - assicura Capello - ma nel primo tempo ho visto poca circolazione di palla. Per vedere la squadra rabbiosa c'è voluto il loro gol».