Il Milan tradito dagli attaccanti

PRAGA. Due punte ma nessun gol. Ancelotti obbedisce a Berlusconi e sono proprio gli attaccanti ad essere decisivi. Nel male. Nel gelo dello stadio di Praga (sette gradi sotto zero) i rossoneri controllano senza eccessivi problemi le sfuriate di uno Sparta Praga non irresistibile e, pur non giocando una partita eccezionale, soprattutto nel primo tempo, riescono a creare cinque palle gol che però Inzaghi e Shevchenko non finalizzano. Pesano soprattutto le occasioni capitate poco prima della mezz'ora della ripresa, con le due punte in serata disastrosa sotto porta. Una mezza delusione, visto il valore dell'avversario e quello che si è visto in campo. Dalla squadra campione d'Europa era lecito attendersi di più. Uno 0-0 in trasferta non è certo da buttare via ma l'ottavo di finale ieri sera poteva anche essere chiuso in anticipo. Il risultato infatti non lascia per nulla tranquilli in vista del ritorno. Lo Sparta Praga non è certo squadra irresistibile ma a San Siro sarà fondamentale attaccare senza scoprirsi troppo. Un gol incassato potrebbe rendere tutto maledettamente complicato.
Lo Sparta inizia a gran ritmo e il Milan sta a lungo sulle sue. Il grande sforzo dei cechi produce però ben poco. Dida non ha eccessive difficoltà a respingere con i pugni la conclusione da fuori area di Poborsky al 12'. Con il trascorrere dei minuti la spinta dello Sparta si affievolisce ed esce fuori il Milan. Al 19' la grande occasione: Kakà lancia bene Inzaghi che però viene fermato da Blazek, che respinge con il corpo. Crescono Seedorf e Cafu e il Milan prende in mano il pallino del gioco. Gli unici pericoli per il Milan vengono da tiri dalla lunga distanza. Ad inizio ripresa ci prova Zelenka, con Dida sempre attento e poco dopo con Poborsky (alto). Sono però del Milan le occasioni più ghiotte: al 12' è Shevchenko, ben servito da Seedorf, a sprecare. L'ucraino controlla ma Blazek gli respinge il tiro da distanza ravvicinata. Ancora più clamorosa la palla gol del 27': Blazek è bravissimo a respingere il colpo di testa da Pancaro, poi a due passi palla tra Inzaghi e Sheva, che si ostacolano a vicenda, con Pippo che tocca con l'esterno fuori, anticipando il compagno. E poco dopo è Sheva a sprecare con un tocco alto da ottima posizione. Per poco nel finale non arriva la beffa: al 40' Dida è bravo a respingere il tiro da fuori di Zelenka, ma sarebbe stato davvero troppo.