Parigi, arrestato Battisti per 4 omicidi Uccise anche il gioielliere Torreggiani

PARIGI. Cesare Battisti, ex leader dei Proletari Armati per il Comunismo ed uno dei superlatitanti degli anni di piombo rifugiato in Francia dal 1990, è stato arrestato ieri nella sua abitazione nell'undicesimo arrondissement di Parigi dagli agenti della Dnat, direzione nazionale dell'antiterrorismo, e sarà posto sotto procedura estradizionale. Battisti è stato arrestato su richiesta del ministero della giustizia italiana sulla base di due condanne definitive all'ergastolo.
In particolare per gli omicidi del gioielliere Pierluigi Torreggiani (fu ferito anche il figlio, allora adolescente, che rimase paraplegico), e del macellaio Lino Sabbadin, avvenuti entrambi il 16 febbraio 1979, a Milano e Mestre, del maresciallo degli agenti di custodia Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno 1978, e dell'agente della Digos Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978. Originario di Sermoneta (Latina) Battisti - che ha poco più di 50 anni - evase clamorosamente nel 1981 dal carcere di Frosinone, dileguandosi nel nulla. Dopo un primo periodo a Parigi, si rifugiò in Messico con la compagna Laurence che gli ha dato due figli, dalla quale è separato, fondandovi il giornale culturale «Via Libre». Nel 1990 torna a Parigi e viene arrestato. Cinque mesi di carcere poi la libertà perchè la Francia non concede l'estradizione verso paesi dove i condannati in contumacia non vengono riprocessati dopo l'arresto. La chambre d'accusation di Parigi emise perciò nel marzo '91 parere sfavorevole all'estradizione, e Battisti intraprese tranquillamente la sua carriera di scrittore di «noir», con successo tanto che recentemente il «Financial Times» lo ha presentato come uno dei più grandi giallisti italiani del momento. I suoi libri sono pubblicati in Italia da Einaudi e in Francia da Gallimard.
L'arresto di Battisti è il secondo che colpisce la comunità dei rifugiati italiani, protetti fino all'agosto 2002 dalla «dottrina Mitterrand», il presidente socialista che nel 1985 promise di non estradare chi fosse coinvolto in fatti relativi agli Anni di Piombo, e avesse deciso di voltare pagina e ricostruirsi una vita onesta in Francia. Ma l'arresto e l'immediato rinvio in Italia il 25 agosto 2002 di Paolo Persichetti (condannato per l'omicidio del generale Giorgieri, nel 1987), ha segnato la svolta della giustizia francese. Il Guardasigilli Dominique Perben ha concluso un accordo con il collega italiano Roberto Castelli, che ha gettato nel panico una decina di ricercati per fatti di sangue. Battisti comparirà al più presto davanti alla Chambre d'accusation, competente in materia di estradizione.