A terra 8.600 passeggeri

ROMA. Voli cancellati, passeggeri dell'Alitalia disorientati in coda ai banchi voli per l'estero, ma anche viaggiatori di altre compagnie aeree costretti a fare una gimkana pedonale per raggiungere i varchi delle partenze dello scalo di Fiumicino, off limits a causa del corteo di protesta del personale di volo e di terra della compagnia aerea che ha avuto ripercussioni anche sul traffico automobilistico.
È stato il caos, ieri mattina, all'aeroporto romano Leonardo da Vinci e, nel complesso, una giornata segnata da alcune cancellazioni di voli negli scali italiani per lo sciopero nazionale di 24 ore (cominciato a mezzanotte) dei piloti dipendenti di Alitalia aderenti all'associazione Unione piloti. Protesta che ha coinvolto anche il personale di terra e di altri sindacati, un migliaio di dipendenti che ha lasciato il posto di lavoro per partecipare al corteo e a due assemblee organizzate.
La compagnia aerea è stata costretta a cancellare 159 voli (99 nazionali e 60 internazionali) e a modificarne 19 (17 nazionali e 2 internazionali) lasciando a terra circa 8.600 passeggeri. In totale sono stati 81 i voli in partenza e in arrivo cancellati negli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa, quattro i voli per Roma annullati nello scalo di Cagliari-Elmas, sei quelli cancellati allo scalo palermitano di Punta Raisi, nove i voli annullati nello scalo bolognese. Al corteo, che ha vissuto qualche momento di tensione, e alle assemblee hanno quindi partecipato non solo piloti ma anche assistenti di volo, tute verdi della direzione operativa tecnica, personale di scalo e della direzione della Magliana, quindi personale di terra sceso in strada a sostegno delle trattative sindacali e contro il piano aziendale della compagnia. Tutti accomunati dalla «paura per un futuro incerto». Uno sciopero definito «dannoso per i lavoratori e intempestivo in questa fase della trattativa» dal segretario nazionale della Fit Cisl piloti, il comandante Francesco D'Arrigo, secondo il quale «la protesta divide il fronte unitario sindacale». Ma proprio l'invito ad essere uniti è stato ribadito ai manifestanti durante le assemblee dai rappresentanti di Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti, Ugl e Sult, come pure dell'Unione Piloti, perchè «solo non dividendoci - è stato spiegato - potremo cercare di impedire gli esuberi che contiene questo scellerato piano aziendale». Uno sciopero, quello dell'Up, che «non nasce da rivendicazioni economiche, contrattuali o normative - hanno spiegato i promotori sui volantini distribuiti a Fiumicino - ma dal diritto e dovere di pretendere un piano industriale che salvi la compagnia e dirigenti capaci e all'altezza della situazione».