Verifica, Berlusconi aspetta
ROMA.La verifica di governo si trascina stancamente, tra punture di spillo e nessuna volontà di rompere l'alleanza. Ormai Silvio Berlusconi sembra convinto di aver chiuso la partita: un po' di federalismo alla Lega, un po' di moderazione nello scontro col Quirinale, qualche robusta frenata allo strapotere di Tremonti (soprattutto sul conflitto con Bankitalia). E poi «far sfogare i ragazzi», come dice quando An, Udc e Lega se le danno di santa ragione.
I ragazzi si sfogano (Fini lamenta l'impoverimento delle famiglie, i leghisti chiedono il senato federale al Nord, l'Udc esige rispetto per le istituzioni). Ma poi restano li ad ascoltare l'eco degli sfoghi. Berlusconi va avanti e sembra sfidare chi può avere l'insana idea di una crisi di governo. Di fatto la verifica è un tirare avanti e tutti i brontolii nella maggioranza sono ormai un rumore di sottofondo.
Anche ieri ne è stata esibita una buona campionatura. Cominciando da Marco Follini, leader dell'Udc, infastidito dagli attacchi di Forza Italia a magistratura e Bankitalia: «Dobbiamo dare alla nostra alleanza un profilo istituzionale alto. La maggioranza non può essere troppo di parte o troppo faziosa nè disattenta verso i luoghi della garanzia».
«Prendere di petto il presidente della Corte costituzionale appena eletto, per giunta all'unanimità, tacciandolo di pregiudizio, - dice Follini - è improprio dal punto di vista istituzionale e insensato dal punto di vista politico. Non siamo una maggioranza pigliatutto. Dobbiamo avere cultura istituzionale e rispetto di tutte le autonomie e di tutte le indipendenze su cui è fondato uno Stato di diritto. Vale prima di tutto per il Quirinale, vale per la Corte Costituzionale, per le Authority, per la Corte dei conti, per la Rai, per la Banca d'Italia». E la verifica? «Voglio essere ottimista».
Perentorio Maurizio Gasparri, di An, che sembra voler mettere il Cavaliere con le spalle al muro: «Berlusconi deve affrontare nelle prossime ore il tema della verifica sui contenuti e sulle soluzioni di collegialità proposte». Comunque «la verifica di governo deve concludersi nelle prossime ore».
Altro ministro di An, Gianni Alemanno, altro ‘penultimatum': la verifica di governo va chiusa «assolutamente» entro la prossima settimana.
Poi arriva Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, delegato da Berlusconi a spargere miele sulle ferite della maggioranza. «Nel 2001 la Casa delle Libertà - ricorda - ha vinto suscitando speranze che ora non può deludere: nel 2006 dovrà presentarsi agli elettori con i fatti, con le riforme realizzate. Le cose fatte saranno la nostra arma più potente».
Il coordinatore nazionale accenna solo di sfuggita alla verifica in corso, limitandosi a dire che «la Casa delle Libertà ha vinto le elezioni politiche sulla base di un grande progetto di cambiamento dell'Italia che è in corso».
L'importante, dice, è darsi da fare per propagandare bene le riforme epocali fatte dal governo Berlusconi: «Lui è più bravo di tutti noi a fare capire la qualità delle riforme fatte ma anche noi possiamo e dobbiamo fare la nostra parte».
Conclusione di Francesco Rutelli (Margherita): «Abbiamo a che fare con un governo che passa il suo tempo a litigare. Solo ieri il governo sembra essersi accorto che in Italia milioni di famiglie stanno perdendo potere d'acquisto».(a.g.)