Pol Bodetto: ciao Edimes
PAVIA. Claudio Pol Bodetto non è più un giocatore dell'Edimes. Ieri il lungo e la Nuova pallacanestro Pavia hanno rescisso consensualmente il contratto. «Pol Bodetto ci ha detto che avrebbe voluto trovare più spazio e che il gioco della squadra non rispetta le sue aspettative per cui abbiamo deciso di comune accordo di prendere strade diverse - commenta Gianmarco Bianchi, numero uno della società - . Con Martinez siamo in dieci per cui non torneremo sul mercato». Intanto domani arriva Novara, reduce da quattro successi consecutivi. I piemontesi sono al completo e hanno il solo Max Monti non al meglio.
«Sono cose che succedono, niente drammi»: Pol Bodetto riassume cosi la rescissione consensuale del suo contratto con Pavia. A 35 anni il giocatore ex Jesi ha creduto che il tesseramento di Martinez e il conseguente soprannumero di giocatori nel reparto lunghi gli avrebbero tolto quello spazio che avrebbe addirittura voluto maggiore. «Eravamo in troppi - dichiara Pol Bodetto - e i minuti per me in campo sarebbero stati ancora meno. Se poi aggiungiamo la mia precaria stagione, il resto viene da sè». Come dire: meglio uscire di scena che recitare un ruolo da comparsa. «Ho capito che era arrivato il momento di andarmene - continua l'ormai ex pivot dell'Edimes -, ma ribadisco che è una mia scelta dettata dalla situazione che si è venuta a creare. Forse qualche anno fa, diciamo una decina, non avrei preso questa decisione, ma adesso, con il bagaglio di esperienza che ho alle spalle, penso di avere valutato la situazione nel migliore dei modi. E' stato l'ingaggio di Martinez a farmi pensare». Ma il pivot precisa che non è solo un problema di concorrenza nel reparto lunghi: «Il campo ha detto che forse non ero l'uomo adatto per Martelossi e obbiettivamente era quanto pensavo anch'io. Al coach serve un uomo rapido, io ho un altro tipo di gioco: tiro di più, sono più coriceo, ma ho poca velocità sotto canestro». Pol Bodetto non sa cosa farà adesso: «Valuterò se farmi operare o meno al ginocchio. La settimana prossima ho una risonanza per capire in che condizioni è. Deciderò il da farsi in base all'esito degli accertamenti e a come mi sentirò. Sia chiaro però che non ho preso questa decisione per farmi curare». L'ex giocatore Jesi ha parole buone per i suoi compagni: «Il gruppo era decisamente ottimo, si era stabilito un legame solido e ci si vedeva anche fuori dal campo. La mia decisione potrebbe rivelarsi la scossa che serviva alla squadra per uscire da questo brutto momento. Ho cambiato tre squadre negli ultimi anni. Non mi era mai successo cosi di frequente, ma le scelte che ho fatto sono sempre state solo e soltanto mie». Il problema di chi resta è capire se la squadra saprà sopperire alla perdita di esperienza e mestiere che la partenza di Pol Bodetto comporta.
Pierpaolo Bironi