«Il carovita? Ci pensino le massaie...»


ROMA. Una marcia indietro sull'euro, una giustificazione sulla sua mancata visita in Iraq. E' stato un Berlusconi in difesa quello che a Brdo, in Slovenia, è tornato ieri a dire la sua a tutto campo. Su un unico punto ha ostentato sicurezza: il suo governo batterà il «record» di durata che appartiene a Craxi. Sull'euro, invece, retromarcia netta: per fortuna ce l'abbiamo, dice ora il premier. Se con il terremoto Parmalat avessimo avuto la vecchia lira, ad esempio, saremmo andati di sicuro incontro a una svalutazione, «e questo non è avvenuto proprio grazie all'euro». Dunque non ha dubbi quando una giornalista straniera gli chiede se l'Italia voglia uscire dalla moneta unica europea: «Assolutamente no! Mai, giura».
Carovita? No problem.E i prezzi che crescono? Non è un problema del governo. «Il governo - sostiene Berlusconi - non può intervenire sui prezzi: non lo può fare un governo liberale e neanche un governo totalitario». Una ricetta però il Cavaliere ce l'ha. Eccola: «Il controllo che può essere fatto è quello del singolo acquirente, della massaia che dovrebbe dedicare alla spesa più tempo, scegliendo i prezzi più bassi». Inevitabile l'ironia del centrosinistra. «Siamo gli unici in Europa - sottolinea Pierluigi Bersani - che riusciamo ad avere bassa crescita e prezzi alti: un miracolo. E siccome l'euro ce l'hanno tutti, dipenderà forse dal fatto che il governo Berlusconi ce l'abbiamo solo noi».
Iraq troppo pericoloso.Lui sarebbe voluto andare a Nassiriya, giura Berlusconi. Ma la data del suo viaggio è stata resa nota «da certi giornali» e allora «i vertici militari» gli hanno consigliato di annullare la visita per motivi di sicurezza. Proprio nel giorno in cui Pier Ferdinando Casini va a Nassiriya, in visita i nostri soldati, il Cavaliere spiega le ragioni per cui è l'unico capo di governo, fra quelli che hanno propri contingenti militari in Iraq, a non essersi ancora recato in visita nel Paese. Sottolinea i pericoli che ci sarebbero stati. Perchè l'aeroporto, spiega, era vicino a Nassiriya e «c'era la possibilità che i ribelli, che posseggono dei missili a lunga gittata, potessero essere avvertiti dell'arrivo di un'autorità di governo italiana».
Dunque, colpa del pericolo, se non è andato? Eppure solo due giorni fa lo stesso Berlusconi aveva rivelato che dal primo dicembre si è messo a strettissima dieta e che a fine anno si è sottoposto a un lifting, per «togliere le borse sotto gli occhi». In Iraq «ci andrò - assicura comunque ora - ma quando lo deciderò io, e non quando lo decideranno i giornali, visto che in Italia non c'è ancora una ‘mediacrazia', ossia un potere dei media».
Farò il record.Il mio governo «farà un nuovo record» di durata, annuncia Berlusconi ai premier di Croazia, Slovenia e Ungheria. In effetti il 5 maggio Berlusconi batterà Bettino Craxi che restò a palazzo Chigi 1059 giorni, dal 4 agosto 1983 al 27 giugno 1986.
L'annuncio significa che Berlusconi considera bella e risolta la verifica, con buona pace di An e Udc? Per carità, si affretta a precisare Bonaiuti: «Ha solo formulato un augurio, da qui a dedurre che si è chiuso tutto con il nulla, ce ne passa...La verifica è in corso e quindi prosegue».

Andrea Palombi