Scuola, proteste inutili: via al decreto


ROMA.I cortei, le occupazioni, le fiaccolate, non sono serviti a nulla. La tanto contestata riforma della scuola firmata dal ministro Moratti sarà applicata dal prossimo anno scolastico 2004-2005. E' quanto ha deciso ieri il Consiglio dei ministri approvando in via definitiva il decreto legislativo su materne e primo ciclo di istruzione. «La prima vera grande riforma della scuola dai tempi di Gentile», cosi l'ha definita il premier Silvio Berlusconi che accusa la sinistra di aver strumentalizzato ignari bambini per le proteste in piazza e di aver detto «solo colossali bugie sul tempo pieno che continua ad essere garantito e gratuito: fino ad oggi solo il 27% delle scuole ha fatto il tempo pieno, adesso le 40 ore settimanali sono garantite ovunque». Opposizione e sindacati non ci stanno. Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato l'immediato stato di mobilitazione di tutto il personale della scuola e avvertono: «Se nei prossimi giorni non verrà aperto un confronto, decideremo le ulteriori iniziative di lotta».
I Cobas scuola già parlano di sciopero generale, il Gilda invita gli insegnanti a «opporsi con tutti i mezzi consentiti», il Coordinamento dei comitati in difesa del tempo pieno annuncia sit-in e cortei. Insomma la maggioranza difende il decreto, sindacati e opposizione lo bocciano. Ecco il confronto punto per punto.
Organici: tagli solo rinviati?.L'organico viene confermato per il prossimo anno scolastico e fino alla messa a regime della riforma, per garantire il graduale passaggio al nuovo ordinamento. «Questo significa - dice la Cgil-Scuola - che la drastica riduzione degli insegnanti è rinviata di un anno, si addolcisce la pillola».
A scuola prima, ma chi paga?.L'anticipo scolastico sarà graduale e porterà alla possibilità di iscriversi a due anni e mezzo alle materne e a 5 e mezzo alle elementari. «Senza copertura finanziaria - protestano i sindacati - gli anticipi saranno possibili solo se poche famiglie li sceglieranno. Se saranno scelti da più del 30% non sarà possibile garantire a tutti gli insegnanti necessari».
Tempo pieno o doposcuola?Le 3 ore opzionali alle elementari e le 6 alle materne secondo il ministro Moratti significano che il tempo pieno viene 'portato a norma": «Quello che c'era prima - dice il ministro - dava meno opzioni». Sarà la fine delle ripetizioni: «I ragazzi potranno usufuire gratuitamente della possibilità di recuperare a scuola». Per l'opposizione invece «con questo decreto il tempo pieno finisce e ritorna il doposcuola-parcheggio come negli Anni Sessanta».
Tutor o maestro unico?.Secondo il ministro il tutor sarà un «elemento di orientamento, di guida e di raccordo» che verrà individuato «nell'ambito del team di insegnanti, fatta salva la contitolarità didattica dei docenti». Quindi il team di docenti non verrebbe toccato. Per la Cgil-Scuola invece «si torna al maestro tuttologo, al massimo affiancato da insegnanti di completamento».
Studi personalizzati.Viene introdotto il cosiddetto portfolio delle competenze che dovrà documentare il percorso formativo di ogni allievo. «E' un arricchimento - spiega il ministro - di offerte formative con un ventaglio di scelte più ampie e personalizzate». Secondo i sindacati significa la scuola «supermarket» e l'abbandono di «un'idea di scuola che fa crescere l'individuo con la collettività».
Inglese e informatica per tutti?Saranno insegnati alle elementari e la seconda lingua arriverà in prima media. «Il problema è come garantiranno questi insegnamenti - si chiedono i sindacati - in tutte le classi, finora le Finanziarie hanno solo tagliato».
Tutti d'accordo, invece, sull'abolizione dell'esame al termine della Vª elementare.

Monica Viviani