Resistere nonostante tutto: la sfida dell'ultimo cinema

VOGHERA.Una città che rischia di spegnersi è anche una città che non riesce ad offrire occasioni a chi la abita. E Voghera, mettiamo caso si volesse andare al cinema senza mettersi in auto, offre una sola occasione. Il Roma è fresco di chiusura, ma l'Arlecchino resiste. Per quanto? «Per sempre, ci auguriamo - promette Cesare Lisandria, presidente della Soms proprietaria dell'Arlecchino -. Al cinema viene ormai pochissima gente, ma si lavora con il cinema d'essai. Riusciamo a fare 80, 100 presenze una sera ogni due settimane. E poi ci sono le scuole, e l'affitto della sala per concerti e manifestazioni teatrali. Teniamo duro. Il personale è rimasto quello di quando il cinema lavorava molto».
L'Arlecchino non è soltanto l'unico cinema in città: è anche l'unico teatro agibile escluse le strutture parrocchiali. La Soms punta anche su questo: «Tenteremo l'avventura dell'operetta nel fine settimana, ma è necessario ridurre i costi. Non facendo saltare le proiezioni con pochi spettatori, ma riducendone magari il numero. Ma il cinema resta aperto: anche con quattro o cinque persone in sala soltanto». (s. ro.)