A scuola scatta l'operazione patentino

PAVIA. Tra un anno, e cioè dal primo gennaio 2005, non si potrà più guidare un ciclomotore senza il cosiddetto patentino. Per ottenerlo si potrà frequentare - oltre ai corsi a pagamento nelle autoscuole - un corso gratuito a scuola. Ecco perché anche a Pavia ci si sta organizzando in vista di quella scadenza: Aci e Provincia, enti promotori in collaborazione con il Csa (l'ex provveditorato agli studi) e la Fiat, hanno presentato le iniziative di formazione degli insegnanti.
Saranno infatti gli insegnanti delle medie e delle superiori a tenere le lezioni agli studenti: al termine il superamento dell'esame a quiz - con l'intervento di un commissario del Dipartimeno trasporti terrestri (ex Motorizzazione) - tsancirà il conseguimento del patentino. «Personalmente sull'esame a quiz ho delle riserve - ha detto Angelo Dabusti, presidente provinciale dell'Aci - mentre da alcuni è stato criticato il fatto che con questo provvedimento le autoscuole ci guadagneranno. Ma al di là di tutto l'introduzione del patentino è una cosa positiva, perché rappresenta una opportunità per promuovere nei giovani una cultura della mobilità sostenibile. I ciclomotoristi devono almeno conoscere il codice della strada e invece, da quello che abbiamo potuto appurare nelle scuole, la conoscenza anche soltanto dei segnali stradali non è cosi diffusa».
A questo proposito l'assessore provinciale Giuseppe Chiari ha sottolineato come la legge 9 del 2002 (quella che ha introdotto il patentino obbligatorio) risolva «una grossa contraddizione: finora i conducenti di ciclomotori erano obbligati a rispettare il codice della strada ma non erano obbligati a conoscerlo».
Silvio Beretta, presidente della Provincia, ha detto che l'ente di piazza Italia è impegnato su due fronti: quello della sicurezza stradale, promuovendo questo tema nelle scuole; il coinvolgimento del mondo scolastico.
Ancora Dabusti ha detto che «il corso fatto a scuola, rispetto a quelli che terranno le autoscuole, rappresenta una forma di educazione e non di mera istruzione, e perciò io lo preferisco». Il professor Elio Bigi, del Centro servizi amministrativi (ex provveditorato), ha ricordato come i corsi di educazione stradale siano già stati fatti in passato a scuola, «ma questa volta sono organizzati in maniera più organica», e soprattutto con la finalità dell'ottenimento del patentino di guida.
Nei progetti è coinvolta anche «Fiat e i giovani», che nel corso degli incontri di formazione degli insegnanti fornirà dei kit didattici: su carta, cd e in video. In questo materiale - ha detto Palimra Adamo - si parla anche delle leggi della fisica: «Il concetto di base è che, oltre alle norme del codice della strada, esistono le leggi della fisica. E a quelle nessuno si può sottrarre», quando si conduce un mezzo, senza mettere a rischio la propria incolumità.