«Il salmone allevato fa male»
LONDRA. I salmoni da allevamento prodotti in Scozia contengono la più alta dose di sostanze cancerogene ravvisabile nella specie ittica. L'allarme è stato diffuso ieri dalla stampa britannica sulla base di un rapporto scientifico pubblicato dalla rivista «Science». Il quotidiano londinese «Daily Mail» ha intimato ai suoi lettori in prima pagina: «Mangiate salmone non più di tre volte all'anno».
Una ondata di panico ha investito immediatamente i supermercati del Regno Unito, facendo registrare una drastica contrazione delle vendite del pesce, come avvenne nelle macellerie dopo l'insorgere del morbo della mucca pazza. Secondo i ricercatori che hanno esaminato più di due tonnellate di salmone, il rischio di contrarre il cancro è connesso ad alcune sostanze chimiche che vengono somministrate negli allevamenti scozzesi e di altre aree come la Danimarca e le isole Faroer.
Le analisi hanno accertato la presenza di diossina, di bifenile policlorinato e di organoclorine nei pesci da allevamento giudicati pericolosi per la salute dei consumatori.
Miriam Jacobs, nutrizionista e tossicologa del Royal Veterinary College, auspica che i risultati dell'indagine inducano i piscicoltori a modificare l'alimentazione dei salmoni per ridurre i rischi delle contaminazioni estensibili al genere umano.
L'industria del salmone impiega in Scozia 6.500 dipendenti con un giro d'affari di 700 milioni di sterline (circa un miliardo di euro) all'anno. I produttori scozzesi del salmone sono insorti contro i risultati dell'indagine citando i numerosi effetti benefici di una dieta basata proprio sul pesce che si vorrebbe mettere al bando.
Il dottor John Webster, consulente dell'organizzazione «Scottish Quality Salmon», ha voluto rassicurare i consumatori affermando che nessuno dei paventati effetti nocivi si è finora palesato tra coloro che mangiano abitualmente un pesce ricco di proteine, di vitamina D e di acidi grassi polinsaturi. Anche il presidente della «Food Standards Agency», Sir John Krebs, è sceso in campo per ribadire che i benefici derivanti dal consumo di salmone sono ben più evidenti dei presunti rischi. Il livello di inquinamento connesso all'alimentazione somministrata negli allevamenti è nettamente inferiore ai limiti di sicurezza fissati dall'Unione Europea e dalla «World Health Organisation».
Krebs, ha osservato: «il nostro suggerimento è che la gente mangi pesce almeno due volte la settimana ed una di queste che sia un pesce tipo il salmone» in quanto ha effetti benefici sul cuore. Siamo comunque dell'idea che i benefici nel mangiare pesce grasso siano molto superiori ai rischi» ha aggiunto.